Pennelli e Pennini, tracce di Raffaello e del caro Pinocchio
Pennelli e Pennini, tracce di Raffaello e del caro Pinocchio

Sulle orme di Raffaello, ma anche di Donatello, e sicuramente di san Francesco, e se vuoi perfino di Pinocchio. Trecento chilometri a piedi, sedici tappe – ma è il minimo, per i più assatanati – in un cammino tra spinte di fede e paesaggi incantati, tra luoghi d’arte e borghi pieni di storia e di vicende umane, fattorie fortificate e vigneti, sorprese della natura e della cultura del saper fare, non ultimi i piaceri del palato.  Ce n’è per tutti, sulla Via Lauretana che unisce Siena a Loreto (appunto,“lauretana”) all’insegna del turismo slow: a piedi, varianti la bici e il cavallo su questa antica diramazione della Francigena verso l’Adriatico antenata dei pellegrinaggi alla Santa Casa, la “camera” della Vergine a Nazareth che si dice traslata in “volo di angeli” (o forse portata da certi Angels, famiglia di crociati inglesi?) dalle coste illiriche al “lauretum” marchigiano la notte del 10 dicembre 1294.

E ora rinasce. Già da qualche anno esiste una guida per le tappe da Assisi a Loreto: sette, per 137 km con arrivi a Spello o Foligno, poi a Colfiorito, a Muccia o Camerino, a Belforte del Chienti, a Tolentino, a Macerata e infine a Loreto. Adesso è nata anche la Lauretana toscana, da Siena a Cortona: quattro tappe, o forse meglio cinque per chi vuole fare in fretta, sette per chi vuole godersela di più. Con tanto di logo (la via della Santa Casa chiusa sotto un arco), cartelli e adesivi chiari e leggibili, cartine e mappe gpx, un sito (vielauretane.it) e una app (vie lauretane) per lo smartphone: bel lavoro, messo insieme dalla Regione con sette comuni della Valdichiana senese più Cortona insieme alla Strada del Vino Nobile di Montepulciano, con il supporto di Valdichiana Living e il coordinamento tecnico di Gianluca Bambi, ricercatore dell’università di Firenze.

Si parte da piazza del Campo, cuore di Siena, e si va verso Vescona attraverso Taverne d’Arbia e il bellissimo borgo di Mucigliani. Da qui a Serre di Rapolano, attraverso Monte Sante Marie, esempio delle antiche fattorie-paese, lo stupendo paesaggio delle Crete e il borgo di Asciano con un Raffaello a sorpresa in una chiesetta oggi privata, e poi le suggestive cave di travertino. Dopo, via verso Sinalunga, con sosta al castello-fattoria (ottimi vini) di San Gimignanello. La tappa successiva porta a Valiano, altro bellissimo borgo medievale, e in mezzo tante cose: un’altra fattoria-borgo, La Fratta (Pinocchio, già, ma anche il Sodoma e la Chianina…), le perle di Torrita di Siena (affresco del Sodoma, un bassorilievo di Donatello, un teatrino-gioiello, altre suggestioni tra Raffaello e Leonardo, ma pure una gran macelleria e un’ottima trattoria). Infine Cortona con i suoi splendori. Tutto sul sito e sulle app, ed è un bel camminare.

 

PENNELLI E PENNINI

Tracce di Raffaello e del caro Pinocchio

Tracce, ricordi. Raffaello, s’è detto. Lo storico Divo Savelli ne ha visto la mano e il volto in un affresco, Madonna con Santi, nella Pieve di Sant’Ippolito ad Asciano. Di passaggio con il Pinturicchio per andare a illustrare la Libreria Piccolomini a Siena, il giovane Urbinate si sarebbe ritratto proprio nel Sant’Ippolito. Ancora tracce. Chi fa tappa alla Locanda della fattoria La Fratta, fuori Sinalunga, rivede i luoghi del “Pinocchio” di Garrone, la casa-bottega di Geppetto, la scuola e tutto il borgo della fiaba.

 

ECCELLENZE

Suini e buoi della Cinta

Grandi carni, lungo la Lauretana toscana. Per gli appassionati del maiale di Cinta Senese, dal sapore unico e dal gran profumo grazie all’allevamento al pascolo, ricca di omega 3 e grassi insaturi, appuntamento d’obbligo a Vescona, con i salumi dell’azienda Agricola Mario Vigni. Poi c’è il bovino di Chianina, il grande “pio bove” carducciano tutto bianco, 17mila capi allevati. Sosta forzata al ristorante La Toraia dell’azienda La Fratta di Sinalunga per indimenticabili bistecche, battute al coltello e hamburger.

 

GLI ALTRI PERCORSI

I sentieri da rilanciare

La Regione Toscana è in prima linea nel rilancio degli antichi cammini. A partire dalla Vie di Francesco, 500 chilometri di percorsi verso il santuario della Verna, da Firenze e da Cortona, su cui convergono una Romea (sono due: la Strata che entra dal passo Croce Arcana e va alla Francigena, la Germanica attraverso il Parco delle Foreste Casentinesi) da San Leo e il Cammino di S. Antonio giù da Padova. Poi c’è la Via del Volto Santo da Pontremoli a Lucca, dove arrivano anche la Via Matildica da Mantova e un Cammino Jacopeo da Firenze. Cinque vie collegano poi i principali siti etruschi.

 

MONTE SANTE MARIE

Rivivere il paese-fattoria

Oggi ci abitano due persone, ma gli anziani ricordano ancora quando ce ne stavano 600. Con tanto di parrocchia, asilo, scuola, cinema, a valle perfino una minuscola stazione ferroviaria. Monte Sante Marie è il paradigma delle fattorie-paese nelle Crete. I titolari, Stefano Tesi e Daniela Mugelli, lavorano a recuperare attività come la coltivazione di grani antichi da cui ricavano pasta e un’ottima birra, e al rilancio di uve sconosciute quali  la citronelle , la luglienga, il panfinione e lo zuccaccio.