Tartufo di Savigno
Tartufo di Savigno

Dai sentieri dell’Appennino agli orizzonti della Pianura, passando per i dolci clivi collinari, a piedi o in bicicletta, e arrivando comodamente ed ecologicamente, senza macchina. è “Trekking col treno” una delle esperienze più intense per vivere la natura “alla bolognese”. Talmente affascinante per gli stranieri, che l’ultima guida su Bologna, pubblicata da The Guardian, dal punto di vista di un insider, racconta proprio di queste passeggiate tra colline e campagne, “a very different Bologna to the historic medieval centre”, in una Bologna così differente dal centro medievale, noto in tutto il mondo. Partecipare è facile, perché è sufficiente presentarsi al punto di partenza il giorno d’interesse (consultare trekkingcoltreno.it e in caso contattare il CAI di Bologna allo 051 234856, martedì ore 9-13, mercoledì, giovedì, venerdì, ore 16-19) e prima della partenza versare alla guida volontaria, la quota di 5 euro per le spese organizzative, contributo manutenzione sentieri e assicurazione per i non soci del Cai. La parte che riguarda l’arrivo a destinazione con treno o bus, è a carico del partecipante, che potrà trovare gli orari di partenza sul programma online delle escursioni, dopodichè, arrivando in orario al punto di partenza, potrà poi immergersi in escursioni memorabili che cambieranno il punto di vista sull’autunno, considerato ormai una nuova primavera.

Pronti per la prossima gita? Il 17 novembre, si va alla scoperta di una peculiarità geologica che molti non conoscono: si intitola “Conchiglie su monte Mario?” ed è un itinerario ad anello sopra Sasso Marconi, dove le conchiglie fossili saranno testimoni dell’oceano che un tempo ricopriva tutta l’area. Due passi nel foliage delle montagne attorno a Monghidoro per la successiva escursione, “Rondini sui sassi” (24 novembre), un itinerario da Piancaldoli a Palazza, attraverso boschi e sentieri panoramici, dove si scoprirà che forse non è necessario fare migliaia di chilometri per scoprire tanta bellezza. Novembre si conclude con soddisfazione, camminando verso uno dei borghi più belli d’Italia, graze al percorso “Buon vino tra le dolci colline di Dozza” (30 novembre), una tranquilla camminata tra i vigneti e gli oliveti delle colline di Dozza passando per la Rocca, l’enoteca regionale dell’Emilia Romagna e gli splendidi muri dipinti del borgo.

 

DOZZA

Nel borgo dei muri dipinti

Quando si parla di città-museo a cielo aperto, non si può dimenticare a. Grazie alla Biennale del Muro Dipinto, nata negli anni sessanta, la cittadina è una tela per interventi pittorici che la rendono galleria sempre disponibile alla visita, senza orari di apertura o biglietti d’ingresso. Sui muri delle case, attorno alle finestre, ai portoni, alle botteghe, sono spuntati affreschi e rilievi a testimonianza permanente degli artisti invitati. Anche il bolognese Flavio Favelli, che ha esposto a Parigi e a Londra, all’ultima Biennale ha lasciato una sua opera.

 

MONGHIDORO

Nel forno di Francone
 il pane è un’altra storia

È uno dei forni più famosi di Bologna e nasce sull’Appennino, a Monghidoro nel 1956, dal lavoro del signor “Francone” Calzolari e della moglie Graziana. Il Forno Calzolari è sinonimo di ricerca e tradizione, grazie al figlio Matteo, persona piena di intuizionia, che oggi ha raccolto l’eredità del padre e che mantiene le antiche tecniche e le sposa col meglio delle materie prime in circolazione: farina biologica, proveniente dai grani coltivati nei campi del territorio macinate a pietra e poi il lievito madre, a cui Matteo affettuosamente ha dato il nome di “Gino”. Diversi i tipi di pane: Filunzen, Grani Antichi, Pane in cassetta, Rustico, Grano Spezzato, Montanaro, solo per citarne alcuni. E poi i mitici crackers, da assaggiare!

 

PORRETTA TERME

L’inimitabile 
tortino al limone
di Corsini

È sempre stata di generazione in generazione bolognese, la gara preferita durante l’intervallo a scuola: quella di mangiare un Tortino Porretta in 10 passi. La sfida andava sempre persa da entrambi gli interessati... perché era difficile da mandar giù. Ma di cosa si tratta? Il dolcetto prende nome dalla località di Porretta Terme, è un tortino al limone prodotto dal 1935 dal forno Dino Corsini, con una ricetta che non è mai cambiata. Negli anni ’50 arrivò il packaging, vero esempio di marketing territoriale ante litteram: Dino Corsini colava a mano la pasta nei singoli pirottini, preparando così i tortini uno ad uno, incartandoli poi con una confezionatrice a pedali.

 

SAVIGNO

Il mercato
 dell’antico 
e a tavola 
il tartufo

Pranzo della domenica in canonica con tartufo bianco. Succede il 17 novembre, a conclusione del festival del Tartufo di Savigno, splendido paese della Valsamoggia, dove la cultura gastronomica è regina. Nei locali della canonica della Chiesa di San Matteo, i volontari vi aspettano con prelibati piatti preparati dalle “azdore”, che nel dialetto locale sono le casalinghe, coloro che reggono la casa e la famiglia, le “reggitrici”. Tagliatelle al ragù o al tartufo bianco, e come secondo uova fritte al tartufo nero o bianco. Prima o dopo il pranzo, si potrà fare un giro anche al mercato del vecchio e dell’antico che abbraccia tutto il centro storico.
Per info e prenotazioni 328.2116395 – 339.4057942