La Via Francigena, tra boschi e strade lastricate
La Via Francigena, tra boschi e strade lastricate

Si inerpicano per i valichi, aggirano monti, muri, torrenti. Antiche vie per un andare lento, scandito da riflessione, culture, incontri. Così inizia il viaggio in salita attraverso l’Appennino, tra le colline parmensi e il passo dell’antico Colle di Monte Bardone, l’odierno passo della Cisa. Panorami mozzafiato, ed edicole che svettano nel bosco. Questo tratto di via Francigena è sicuramente tra i più suggestivi e “tosti”, consigliato per chi non teme salite e qualche affanno. Piccoli villaggi silenziosi, case in pietra custodite dalle fronde e antiche pievi incastonate nel paesaggio. Ecco un assaggio per chi intende salire verso il Castello di Casola e proseguire tra boschi di conifere, prima di calcare le strade lastricate di pietra di Cassio. Da qui altri 10 chilometri su strada asfaltata e si giunge a Berceto, un piccolo gioiello medievale. Crocevia di tribù longobarde, pellegrini in viaggio verso Roma, templari, vescovi francesi, Berceto custodisce da secoli un grande mistero. Proprio nel ventre del Duomo di San Moderanno, infatti, fu ritrovato un antico e prezioso calice di vetro. Una scoperta di oltre quarant’anni fa, ancora senza risposte. Il calice di vetro venne alla luce all’interno di un’antica tomba situata sotto il centro del presbiterio. Un ambiente povero e spoglio, senza nome del defunto, che dovrebbe risalire all’XI secolo, all’epoca della comunità monastica.

È dunque plausibile che fosse la sepoltura di un monaco, ma allora perché una tomba così semplice e povera dovrebbe trovarsi in un luogo tanto maestoso? E perché un monaco avrebbe dovuto farsi seppellire con un calice? Le ipotesi si sprecano. Lasciando questa terra di leggende e templari, s’imboccano rispettivamente strade asfaltate, sterrati e sentieri per  scalare il Monte Valoria e godersi il panorama in vetta. Poi giù, riconquistando la discesa, nella natura selvaggia dell’alta Lunigiana. Un percorso costellato di piccoli borghi, ponti antichi e guadi fino a raggiungere Pontremoli. Nonostante le radici del nome tutt’altro che incoraggianti (deriva da Pons Tremulus), questo borgo si presenta solido, impossibile da scalfire anche per il tempo. Antica porta del Granducato di Toscana, sede del prestigioso premio letterario Bancarella, stupisce per la sua anima multisfaccettata. Dominata dall’inespugnabile Castello del Piagnaro, Pontremoli rimane terra di confine, capace di unire in nome di storia, arte e buongusto.

 

PONTREMOLI

Statue Stele

Se il passato parla attraverso le pietre. Sono le Statue Stele, patrimonio della storica regione della Lunigiana, che trovano casa nel museo a loro dedicato ospitato nell’imponente castello di Pontremoli, in provincia di Massa-Carrara. Si tratta di figure umane maschili e femminili rappresentate in forme astratte, furono scolpite nella pietra arenaria dalle popolazioni vissute tra il IV e il I millennio a.C. e rappresentano ancora oggi un enigma in parte irrisolto.

 

FRANCIGENA

Tappe virtuali

Dagli itinerari ai luoghi d’interesse. E ancora mappe e luoghi d’accoglienza. Così la via Francigena approda sul web. L’App per iPhone e Android consente la navigazione GPS lungo l’intero percorso della Via Francigena da Canterbury (Kent, Inghilterra) a Roma (Lazio, Italia). Un viaggio virtuale di 2200 chilometri divisi in 104 tappe. Le mappe e le descrizioni delle tappe possono essere precaricate sullo smartphone, che può funzionare anche in assenza di copertura internet.

 

PARMENSE

I Salti del Diavolo

I calanchi della via Francigena sull’Appennino Parmense. Questi pinnacoli, le “ciastre”, sono chiamati “Salti del Diavolo” e sono i signori di Cassio. Aria di crinale mista a storia e leggenda, questo piccolo borgo di pietra e poesia offre un itinerario bello in tutte le stagioni ma particolarmente consigliato in primavera per le fioriture spontanee di giunchiglie che trapuntano intere vallate.

 

DA PARMA A LUNI

L’antico valico  e lo storico ritrovamento

Una scheggia per rivoluzionare la storia. Nel 2011 il ritrovamento di una minuscola tessera da mosaico ha rivoluzionato la storia parmense d’età romana. Si tratta dell’individuazione di un antico punto di valico della via romana da Parma a Luni (sul mar Ligure) in località Sella del Valoria (m 1224 slm). Un importante ritrovamento archeologico che, in parte, modifica le ipotesi storiche che sino ad ora vedevano nel passo della Cisa l’unico valico transappenninico tra Parmense e Lunigiana.