Attraversando ogni angolo d’Italia, in tutte le stagioni e con ogni mezzo, dentro sagre popolari e feste sacre, Syusy Blady e Patrizio Roversi possono dire di aver conosciuto e assaggiato veramente il prodotto tipico italiano! Una cosa è certa: il "ristorante-Italia" non delude mai e la scoperta del patrimonio gastronomico vale sempre il viaggio. La nuova web serie di Italia Slow Tour è proprio un viaggio nel gusto tra sapori e saperi della tradizione. Il cibo è l'ultimo anello di una catena produttiva, di una storia che inizia in campagna, sulla terra: la cerniera fra agricoltura e turismo, tra produzione e consumo. Il nesso fra turismo e agricoltura, questa "alleanza" in nome del territorio, mette in fila contadini, ambientalisti, ristoratori, albergatori, organizzatori di eventi e turisti e rappresenta forse la nostra ultima risorsa economico-produttiva positiva. E alla fine si può dire che il turismo enogastronomico è un'ottima idea e rappresenta davvero un'occasione per conoscere un luogo: ultimamente i turisti-per-cibo o golosi-per-caso sono sempre più numerosi! La ragione è semplice, a un turista interessa conoscere un territorio e un prodotto tipico è, per sua natura, legato ad un territorio. Non a caso si parla di DOC e IGP, cioè prodotti a denominazione di origine controllata e di identificazione geografica protetta: la prima regola dei disciplinari secondo cui sono preparati i vari prodotti d'eccellenza è sempre quella di chiarire a quale territorio sono strettamente legati. E il legame non è soltanto puramente geografico (legato cioè all'aria che stagiona un prosciutto o al foraggio che nutre un animale) ma deve essere anche storico, legato ad una sapienza locale, ad una tradizione. Quindi il cibo è storia e geografia. Ma non basta: lo abbiamo ripetuto più volte: sono gli agricoltori i primi responsabili (nel bene e nel male) del paesaggio. Quindi il cibo diventa automaticamente anche ambiente, racconta stili di vita. Dopodichè è chiaro che uno non si mette in viaggio solo per mangiare: se si visita un luogo si può approfittare anche dei suoi musei, delle sue gallerie d'arte, del suo artigianato: in provincia di Modena - solo per fare un esempio - accanto ai luoghi sacri all'aceto balsamico tradizionale o al cotechino e al lambrusco, c'è anche la tomba di Pavarotti, c'è un Museo etnografico dedicato alle Terremare o il Museo Ferrari. In questo senso il prodotto tipico diventa un filo conduttore per visitare un luogo. Quindi il cibo è comunicazione, è immagine, è il legame fra passato e presente. E accontenta la nostra voglia di esperienza.