Stavolta il viaggio di Italia Slow Tour attraverso i prodotti e le tradizioni culinarie italiane ci porta in Umbria, a Castelluccio, un luogo magico e unico: una piana che in primavera diventa di tutti i colori, d'estate sembra un deserto mongolo e d'inverno un ghiacciaio alpino, famosa per le sue lenticchie.

Nel suo itinerario attraverso l’Umbria, Patrizio Roversi si ferma all'inizio della Valle, lungo la strada che porta a Castelluccio, attratto da un gruppo di contadini al lavoro attorno ad una grossa e vecchia mietitrebbia. Stanno raccogliendo le lenticchie, il prodotto tipico del luogo appunto, pregiatissime perché molto piccole e piene di nutrimento, molto più ricche di ferro e proteine di tutte le altre. Ormai da queste parti si coltivano praticamente soltanto lenticchie: i contadini raccontano che fino a pochi anni fa non era così, si coltivava un po' di tutto. Ma ormai le colture normali non rendono quasi niente, conviene il prodotto tipico, che garantisce mercato. Adesso poi è tutto meccanizzato, ma una signora ottantenne fa vedere a Patrizio come si faceva un tempo a separare a mano la lenticchia dalle stoppie, facendo roteare abilmente un setaccio, una prerogativa delle donne (con una “mossa” tutta particolare). La cosa bella è che da queste parti esistono ancora le Regole, residui di un diritto agricolo in base al quale la terra è di tutti e di nessuno: anche se ognuno si pianta e si raccoglie le sue lenticchie nel suo campo poi, dopo la raccolta, il terreno torna libero e a disposizione di tutti per il pascolo del bestiame!