Il viaggio che vedete in questo filmato non l'ho fatto io – Patrizio –, ma l'ho seguito e visto fare da un gruppo di ambasciatori di Italia Slow Tour: un gruppo di turisti stranieri che abbiamo coinvolto, accompagnato e convinto a scrivere le proprie impressioni. L'obiettivo è trasparente: richiamare l'attenzione dei turisti (stranieri e non solo) per l'Italia cosiddetta “minore”, per i territori intermedi e poco frequentati, lontani dalle mete di massa. In questo caso i protagonisti del viaggio, cioè quelli che hanno pedalato, sono un gruppo di belgi, tedeschi e scozzesi, più un'italiana. Hanno fatto un giro di due giorni “netti” (al netto dal viaggio di arrivo e di ripartenza) nella zona di Montecatini. E hanno poi scritto, filmato e raccontato la loro avventura, nella loro lingua. Una full immersion nella qualità della vita all'italiana, tra natura, cibo, storia e benessere. Alla fine erano entusiasti. E non c'è come specchiarsi nel parere degli altri per riconoscere – finalmente – la bellezza di casa nostra.

Non mi piacciono molto gli inglesismi, ma in questo caso sono d'obbligo, perché la clientela di questo genere di offerta turistica è composta soprattutto da stranieri. Ormai è una branca molto ben organizzata dell'offerta turistica, tanto che dovremmo iniziare a godercela anche noi. Si parla di Bike Hotel, alberghi attrezzati per i cicloturisti: non solo hanno modo di ricoverare e riparare le biciclette, ma forniscono anche informazioni e assistenza specifica.

Il nostro tour ha avuto come base Montecatini. Nella prima giornata il tragitto partiva alla volta di Pescia, lungo il fiume. Poi verso Montecarlo, dove c'è stata una pausa storica e curiosa: la visita – oltre che al bellissimo borgo – al teatro dei Rassicurati, il secondo teatrino più piccolo d'Europa. Un teatro all'italiana in miniatura, un vero gioiello. Poi, con la scusa che uno in bicicletta brucia energie, un primo spuntino a base di vino rosso locale e salumi tipici... Incredibilmente i ciclisti sono riusciti a riprendere a pedalare, arrivando alla quercia secolare che sta nei paraggi, un albero antichissimo. Qui, secondo la leggenda, le streghe ballavano sugli enormi rami orizzontali, e questo sarebbe stato anche il famoso albero al quale il gatto e la volpe hanno appeso Pinocchio... Con questa suggestione è venuta voglia di arrivare fino alla vicina Collodi, ma prima c'era San Gennaro. San Gennaro è a sua volta un borgo molto suggestivo, con un Castello e una Chiesa, in cui è conservata una statua dell'Arcangelo Gabriele attribuita a Leonardo da Vinci, l'unica statua a lui attribuita, una rarità che val bene una salita. A Collodi invece c'è il Giardino Garzoni-Collodi, con la magia delle farfalle, degli uccellini e dei pappagallini. Da lì un sentiero ciclabile, detto la Via della Fiaba, riporta a Pescia. Il percorso è davvero fiabesco, o meglio letterario: sembra di veder spuntare da un momento all'altro qualche personaggio di Boccaccio, o Chichibio in persona. Il paesaggio è quello toscano, che più toscano-italiano non si può: ulivi, querce, dolci colline. Qui è chiaro che il turismo riesce a mettere assieme il territorio, l'agricoltura, la gastronomia, la storia e il paesaggio. Alla fine della fatica la possibilità di rigenerarsi nelle Piscine Termali di Montecatini non poteva essere rifiutata: bagnetto, massaggi e poi ristorante, con un menù legato al territorio (olio, vino, bruschette, salumi ecc ecc). È il sogno realizzato – appunto – dello stile di vita italiano. E questa è solo la prima giornata! La seconda, invece, nella prossima puntata.