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23 feb 2022

I-Mesh celebra l'architettura "morbida"

23 feb 2022
DUE DONNE FIRMANO LA REGIA “Softness. iI-Mesh, designing the city“ è il docu-film di Cristiana Colli e Francesca Molteni, regista e fondatrice della casa di produzione cinematografica Muse
I-Mesh celebra l'architettura "morbida"
DUE DONNE FIRMANO LA REGIA “Softness. iI-Mesh, designing the city“ è il docu-film di Cristiana Colli e Francesca Molteni, regista e fondatrice della casa di produzione cinematografica Muse
I-Mesh celebra l'architettura "morbida"

UN FILO CHE SI INTRECCIA, che lega e collega, che diventa materia tra cielo, mare e terra, tra città e colline. “Softness. iI-Mesh, designing the city“ è il film documentario di Cristiana Colli e Francesca Molteni (regista e fondatrice della casa di produzione cinematografica Muse), che viene presentato domani, 24 febbraio, nella sala Anfiteatro del Padiglione Italia a Expo Dubai 2020. Il docu-film prende spunto dall’esperienza di i-Mesh (giovanissimo brand di Sailmaker international): una visione, un materiale e una tecnologia nati nelle Marche, a Numana, sul Monte Conero, grazie all’idea dell’architetto navale Alberto Fiorenzi. Una ’visione’ che ha proprio a Dubai ha raggiunto un traguardo prestigioso: l’omonimo materiale è stato utilizzato per realizzare la copertura della promenade di Expo 2020 Dubai (nella foto a destra): due chilometri e 700 metri di tessuto tecnico high tech e green per una superficie totale di 52mila e 500 metri quadrati. Leggerezza, trasparenza, resistenza, flessibilità e sostenibilità sono parole-chiave di i-Mesh e del docu-film. che sviluppa riflessioni e racconti legati all’epopea del filo: l’impresa e l’essenzialità della materia prima; la sfida del progetto che chiede di essere globale; il materiale con un alto contenuto valoriale – sostenibilità, creatività, citazione, innovazione, unicità, serialità – e prossimo alla cultura sofisticata ed esclusiva della committenza contemporanea. Un viaggio, con interviste e immagini di progetti e luoghi – Barcellona, Dubai, Milano, Numana, Roma, Stoccarda, Tokyo – segno di una connessione profonda tra le comunità, gli oggetti, gli spazi. La narrazione sviluppa un percorso di dialogo con architetti e designer, ingegneri e filosofi, accademici e tecnici, e svela processi di ricerca inediti: Kengo Kuma e la texture, Cristiano Toraldo di Francia e la trasparenza, Benedetta Tagliabue e i materiali confortevoli, Gabriele Mastrigli e la griglia di Superstudio, Werner Sobek e le nuove tecnologie di costruzione, Lucio Blandini e l’architettura sperimentale ...

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