Nobel per la pace, i papabili: Raoni Metuktire, Greta Thunberg e Abiy Ahmed
Nobel per la pace, i papabili: Raoni Metuktire, Greta Thunberg e Abiy Ahmed

Stoccolma, 10 ottobre 2019 - Oggi è il giorno del Nobel per la Letteratura (quest'anno doppio), ma da sempre è il premio per la pace che catalizza l'attenzione dei più. E in attesa del 'verdetto' di domani, s'intensifica il gioco per individuare i 'papabili'. Quest'anno in testa alla lista c'è un terzetto composto da: la giovane attivista ambientalista svedese Greta Thunberg, il leader indigeno brasiliano Raoni Metuktire e il premier etiope Abiy Ahmed.

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Greta Thunberg, la 16enne dello sciopero ambientalista

Greta, la 16enne svedese, è da tempo idolo dei giovanissimi in tutto il mondo con il suo sciopero scolastico settimanale - il Fridays for future, FFF - iniziato poco più di un anno fa davanti al Parlamento di Stoccolma. La Thunberg è inoltre stata accolta dai leader mondiali e ha parlato alcune settimane fa al vertice dell'azione per il clima delle Nazioni unite, diventando a tutti gli effetti leader globale nella lotta per il clima, una delle questioni più attuali. 
Se venisse scelta, diventerebbe la più giovane vincitrice nella storia del Nobel, battendo anche la pakistana Malala Yousafzai, che lo vinse nel 2014 a 17 anni. 

Sciopero sul clima, gli striscioni più divertenti (LaPresse)

Raoni Metuktire contro la deforestazione amazzonica

Lotta per l'ambiente anche Raoni Metuktire, figura emblematica contro la deforestazione in Amazzonia e referente del popolo Kayapo, nonché uno dei finalisti del Premio Sakharov 2019 per la libertà di coscienza del Parlamento europeo. 
Sempre in tema di ambiente, l'impegno per far rispettare l'accordo di Parigi potrebbe valere il prestigioso riconoscimento anche alla premier neozelandese Jacinda Ardern, che si è contraddistinta anche nella gestione della risposta all'attacco terroristico contro le moschee di Christchurch. 

Tutti gli altri candidati, da  Abiy Ahmed all'Unhcr

Un altro dei nomi gettonati è quello del premier etiope, Abiy Ahmed, promotore dello storico accordo di pace con l'Eritrea. Anche l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), l'Unione per le libertà civili in America (Aclu), la Coalizione internazionale per l'accesso alla terra e l'ong del Comitato internazionale di soccorso sono quotati dai bookmaker. E ancora: l'elenco dei candidati comprende l'ex analista della Cia, Edward Snowden, e diversi rappresentanti russi come Svetlana Ga'nushkina dell'organizzazione Memorial; il quotidiano "No'vaya Gazeta", Sergey Kovaliov, Lilia Shibanova, Ludmila Alexeeva, l'Ong Agora e l'avvocata cecena Lidia Yusu'pova

Tra i papabili anche il Consiglio artico, il libanese Hajer Sharief, la cancelliera tedesca Angela Merkel, l'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, Papa Francesco, il saudita Raif Badawi e Julian Assange, fondatore di WikiLeaks. 

Le liste però in realtà non sono altro che speculazioni, perché solo se i nominati lo rendono pubblico si può conoscere l'identità dei candidati: il comitato norvegese per il Nobel non conferma i nomi fino a quando non è passato mezzo secolo e diffonde solo il numero totale dei candidati, 304 quest'anno (219 individui e, il resto, organizzazioni). 
Tra i nominati è stato quindi reso noto che ci sono i primi ministri macedone e greco, Zoran Zaev e Alexis Tsipras, di comune accordo per risolvere la disputa tra i loro Paesi; lo chef spagnolo Jose' Andre's, per il suo lavoro umanitario nelle catastrofi naturali e i sauditi Loujain al-Hathloul, Abdullah al-Hamid e Nassima al-Sada.

Quattro persone che hanno ricevuto il premio Nobel per la pace - la birmana Aung San Suu Kyi, il timorese Josè Ramos-Horta, il sudcoreano Kim Dae-jung e l'iraniana Shirin Ebadi - avevano ricevuto anni prima il premio per i Diritti umani della fondazione norvegese Rafto, che nel 2019 - se questo può valere come previsione - ha scelto l'economista siriano-libanese Rouba Mhaissen.

I criteri per scegliere il Nobel per la pace

Tuttavia un ostacolo al Nobel "ambientale", potrebbero essere i criteri che il magnate svedese, Alfred Nobel, scrisse ai suoi tempi: deve riconoscere coloro che contribuiscono "al gemellaggio dei popoli e all'eliminazione o alla riduzione delle armi, nonchè formare o promuovere congressi di pace". Anche se il comitato norvegese per il Nobel non si è sempre completamente adattato a questi criteri e già in passato riconobbe la lotta per l'ambiente, con la kenyana Wangari Maathai (2004) o Al Gore e Rajendra Pachauri (2007).
Il premio Nobel per la pace dell'anno scorso è andato al congolese Denis Mukwege e all'irachena Nadia Murad, premiati per "i loro sforzi per porre fine all'uso della violenza sessuale come arma di guerra e nei conflitti armati".

Il Premio per la Pace è l'unico dei sei riconoscimenti a essere assegnato fuori dalla Svezia, a Oslo, per espresso desiderio di Alfred Nobel, dal momento che allora la Norvegia faceva parte del regno svedese.