Stoccolma, 10 ottobre 2019 - La scrittrice polacca Olga Tokarczuk e il drammaturgo, saggista e scrittore austriaco Peter Handke: ecco i nomi dei due vincitori del premio Nobel per la Letteratura 2018 e 2019. Le previsioni dunque non sono state azzeccate, anche se l'autrice polacca era apparsa nella lista dei papabili. Una curiosità, Handke certo non si aspettava di vincere il Nobel, e se si è detto "quasi senza parole" e "molto, molto toccato" un motivo c'è: nel 2014, nel fare i complimenti all'allora vincitore, il francese Patrick Modiano, Handke si era espresso con parole molto dure nei confronti del Nobel, anzi propose di abolirlo perché "non porta nulla di buono alla letteratura".

Quest'anno i Nobel della Letteratura da assegnare erano due, un fatto che non accadeva da settant'anni. Nel 2018, infatti, l'assegnazione era stata sospesa e rinviata di un anno sulla scia dello scandalo di molestie sessuali che travolse Jean-Claude Arnault, regista e fotografo franco-svedese; uno scandalo che aveva portato a una serie di dimissioni dei componenti dell'Accademia svedese, tra i quali la moglie del regista. 

Nobel per la pace 2019: tutti i papabili in corsa

Nobel letteratura: Peter Handke per il 2019 e Olga Tokarczuk per il 2018

Le motivazioni dell'Accademia di Svezia

Il Nobel 2019 è andato a Peter Handke, per "il lavoro influente che, con ingenuità linguistica, ha esplorato la periferia e la specificità dell'esperienza umana". Definito "uno dei più influenti scrittori in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale", ad Handke, classe 1942, è stata riconosciuta "la straordinaria attenzione ai paesaggi e alla presenza materiale del mondo, che ha reso il cinema e la pittura due delle sue maggiori fonti di ispirazione".

Olga Tokarczuk, vince il riconoscimento per il 2018 per aver costruito i "propri romanzi con una tensione tra aspetti culturali opposti: natura vs cultura, ragione vs follia, uomini vs donne, etc", e per la sua "immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta l'attraversamento dei confini come forma di vita", recitano le motivazioni del premio.

Mats Malm, segretaria permanente dell'Accademia svedese, sottolinea che la scrittrice polacca Olga Tokarczuk ha appreso la notizia del premio mentre guidava in Germania, dove è in impegnata in un ciclo di conferenze, mentre il vincitore del 2019 Peter Handke è stato raggiunto dalla notizia nella sua casa. Ovviamente entrambi i vincitori sono attesi alla cerimonia di premiazione del 10 dicembre a Stoccolma.

Chi sono i vincitori del Nobel per la Letteratura

Olga Tokarczuk è nata nel 1962 a Sulechów in Polonia e oggi vive a Wroclaw. Politicamente impegnata a sinistra, ambientalista e vegetariana, il capo coperto dai dread, Tokarczuk non esita a criticare la destra conservatrice polacca di Diritto e Giustizia. E' una delle scrittrici polacche più famose della sua generazione ed è una grande viaggiatrice. Poetessa oltre che narratrice, con il romanzo 'I vagabondi', pubblicato in Italia da Bompiani, è stata la prima polacca a vincere l'International Man Booker Prize nel 2018. "Oggi il libro è una sorta di epitaffio a un grande mondo aperto che non c'è più. Non parlo infatti di immigrati, perché è stato scritto sulla soglia del grande cambiamento", raccontava la scrittrice che ha scritto questo libro 12 anni fa. In Italia sono usciti tra l'altro per E/O "Dio, il tempo, gli uomini e gli angeli", pubblicato poi da Nottetempo con il titolo 'Nella quiete del tempo" e per Fahrenheit 451 "Casa di giorno, casa di notte". Laureata in psicologia, si considera una discepola di Carl Gustav Jung e la sua formazione si riflette nelle sue opere. La Tokarczuk ora è impegnata a scrivere un "romanzo epico" dedicato ai luoghi in cui vive, la Bassa Slesia. 

Peter Handke, che compariva nella lista dei candidati da anni, è uno degli scrittori di lingua tedesca più letti al mondo ed è noto per vari e provocatori successi teatrali ("Insulti al pubblico", 1966; "Kaspar", 1968) e per alcuni romanzi ("Breve lettera del lungo addio", 1972; "Infelicità senza desideri", 1972; "La donna mancina", 1976), opere che hanno caratterizzato sia il clima fenomenologico del nouveau roman della neoavanguardia europea, sia quella sorta di minimalistica estenuazione psicologica tipica della crisi dello sperimentalismo di fine Novecento. Con l'amico e regista tedesco, Wim Wenders, ha lavorato a sei progetti, tra i quali la sceneggiatura de 'Il cielo sopra Berlino' del 1987. Ha fatto molto discutere  sua posizione filo-serba nelle guerre dei Balcani degli anni '90.

Handke, 76 anni, è stato definito un 'cocciuto analfabeta informatico', perché refrattario all'uso del computer: ha continuato fino a poco tempo fa a prendere appunti con taccuino e penna stilografica e a battere a macchina i suoi libri. Estimatore delle lettere scritte a mano, per la posta elettronica si è sempre fatto aiutare dalla moglie, l'attrice francese Sophie Semin, con cui è sposato dal 1990.

Handke è nato a Griffen, in Carinzia, il 6 dicembre 1942 e attualmente vive a Chaville, nei pressi di Parigi. Fra le numerose opere tradotte in Italia, figurano "Infelicità senza desideri" (Garzanti, 1976), "Esseri irragionevoli in via d'estinzione" (Einaudi, 1976), "La donna mancina" (Garzanti, 1979), "L'ora del vero sentire" (Garzanti, 1980), "Lento ritorno a casa" (Garzanti, 1986), "Il cinese del dolore" (Garzanti, 1988), "Saggio sulla stanchezza" (Garzanti, 1991), "Saggio sul juke-box" (Garzanti, 1992), "Saggio sulla giornata riuscita" (Garzanti, 1993), "Canto alla durata" (Einaudi 1995, ultima edizione Collezione di poesia 2016), "Il mio anno nella baia di nessuno" (Garzanti, 1996), "Un viaggio d'inverno" (Einaudi, 1996), "Appendice estiva a un viaggio d'inverno" (Einaudi, 1997), "In una notte buia uscii dalla mia casa silenziosa" (Garzanti, 1998), "Lucia nel bosco con quelle cose lì" (Garzanti, 2001) e "Un disinvolto mondo di criminali" (Einaudi, 2002). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti: nel 2009 è stato insignito del Premio Franz Kafka.

 

Chi erano i 'papabili' del doppio Nobel

Fino a stamattina si parlava di un parterre tutto rosa: Anne Carson, Maryse Condé, Can Xue. Al quarto posto - tra i papabili dell'ultima ora - c'era il primo uomo della lista ed è l'ormai eterno candidato al Nobel, il giapponese Murakami Haruki, seguito nella quinta posizione dal keniota Ngugi Wa Thinog'o. Tra la sesta e la decima posizione si collocano per i bookies la russa Lyudmila Ulitskaya, l'acclamata canadese Margaret Atwood, l'ungherese Nádas Péter, la statunitense Marilynne Robinson

Non è un caso che le indiscrezioni della vigilia volessero un premio al femminile: dopo l'"annus horribilis" dell'Accademia Svedese, travolta da uno scandalo per molestie sessuali, tanto da non conferire nello scorso autunno il prestigioso riconoscimento, il Nobel letterario sarà "meno eurocentrico" e "meno maschile", ha annunciato Anders Olsson, presidente del Comitato Nobel dell'Accademia Svedese, fissando così nuovi criteri per l'assegnazione con un'operazione trasparenza affidata a una dichiarazione video su Youtube e diffusa sui siti istituzionali.