Modi inaugura il tempio di Ram, “il Vaticano indù”. L’antica disputa con i musulmani

L’opera è costata miliardi. Marmi, arenaria rosa e granito nero, a pieno regime potrà ospitare “150mila visitatori al giorno”. Il valore politico della scelta. Il premier indiano: “L’avvento di una nuova era”

Roma, 22 gennaio 2024 – Narendra Modi, il primo ministro indiano, ha inaugurato nel Nord del Paese un tempio che simboleggia il trionfo della sua politica nazionalista indù – subito ribattezzato il ‘Vaticano indù’ -, su un sito precedentemente occupato da una moschea la cui distruzione aveva provocato violente rivolte religiose.

“Il 22 gennaio 2024 non è solo una data sul calendario, ma annuncia l’avvento di una nuova era”, sono state le parole di Modi durante la cerimonia.

Clicca nella foto per sfogliare la gallery

Clicca qui se vuoi iscriverti al canale WhatsApp di Qn 

Quanto è costato il tempio

Dopo lavori faraonici da 3,85 miliardi di dollari, il tempio di Ayodhya Ram, nello Stato dell’Uttar Pradesh (Nord), è diventato una sorta di ‘Vaticano indù’’, un centro sacro per i pellegrini, dedicato alla divinità indù di Rama, ma sta suscitando controversie e rievoca una delle pagine più buie della storia recente del Paese. In effetti il tempio in questione sorge su uno dei siti religiosi più controversi dell’India: sostituisce la celebre moschea di Babri, risalente al XVI secolo, demolita da folle indù nel 1992, scatenando rivolte a livello nazionale che causarono quasi duemila vittime. Gli assalitori sostenevano che la moschea incriminata fosse stata costruita da invasori musulmani sulle rovine di un tempio di Rama.

Modi inaugura il 'Vaticano indù'
Modi inaugura il 'Vaticano indù'

Marmi, arenaria rosa e granito nero 

Con una superficie totale di quasi 30mila mq in un complesso da 300mila, l’imponente struttura di tre piani, che vanta imponenti pilastri e poggia su 6.503 mq di marmo bianco incontaminato, è rivestita in arenaria rosa e ancorata a granito nero. Un idolo di Rama alto 1 metro e 30 è posizionato su un piedistallo di marmo. 

La disputa tra indù e musulmani

La burrascosa disputa sulla proprietà tra indù e musulmani si è conclusa nel 2019, quando la Corte Suprema ha concesso il sito agli indù, nonostante avesse esplicitamente affermato che la demolizione della moschea era una “grave violazione dello stato di diritto”. La corte ha concesso ai musulmani un altro appezzamento di terreno ad Ayodhya per costruire una nuova moschea.

Modi ha inaugurato solo il piano terra, il cantiere verrà completato entro la fine dell’anno. Si prevede che il tempio a pieno regime accolga 150mila visitatori al giorno, sette volte il tasso attuale. 

Modi inaugura il tempio di Ayodhya a pochi mesi dalle elezioni generali, con il suo Bharatiya Janata Party (BJP) che punta a un terzo mandato consecutivo. Se il premier prospetta che il nuovo tempio “unirà la nazione”, il ministro Rajnath Singh ritiene che il santuario segnerà “l’inizio della rinascita culturale dell’India e ripristinerà l’orgoglio nazionale”.