Tripoli, 3 settembre 2018 - La Libia è nel caos, ma l'Italia esclude un intervento militare e confida nel lavoro dell'Onu, puntando alla Conferenza internazionale per la stabilità nel Paese africano che si terrà in autunno. Salvini attacca la Francia per la situazione nel Paese: "La Libia non è più un porto sicuro? Chiedete a Parigi", dice il vicepremier. Il vicepremier leghista è sostenuto anche dai pentastellati, a partire dalla ministra della Difesa Elisabetta Trenta e da Roberto Fico, per una volta sulla stessa lunghezza d'onda di Salvini. La crisi libica, secondo il presidente della Camera, "è un problema che ci ha lasciato la Francia".

GLI SCONTRI - Intanto hanno provocato 47 morti e 129 feriti gli scontri tra milizie armate a Tripoli, in corso ormai da otto giorni. E' questo il bilancio del ministero della Salute libico, reso noto dalla Missione dell'Onu in Libia (Unsmil) che oggi ha invitato "le varie parti interessate (dal conflitto) a un incontro allargato per martedì a mezzogiorno". I combattimenti tra la Settima brigata e la sicurezza centrale però continuano e, secondo l'emittente Al Ahrar, sarebbero in corso a meno di 6 km in linea d'aria da Piazza dei Martiri, il centro della capitale libica.

I RINFORZI DA MISURATA - Il consiglio presidenziale del premier Fayez al Sarraj, che ieri ha proclamato lo stato di emergenza, ha anche chiesto aiuto a una potente milizia di Misurata per difendere il suo esecutivo dalle violenze, dando mandato alla milizia Forza Anti Terrrorismo di entrare a Tripoli per organizzare un nuovo cessate il fuoco e far terminare le violenze nella periferia sud della capitale. La decisione è arrivata all'indomani di un'altra giornata difficile, caratterizzata oltre che da morti e violenze anche l'evasione in massa da un carcere con i detenuti che hanno approfittato della confusione.

"NON CI SONO CORPI SPECIALI ITALIA" - Palazzo Chigi, tuttavia, si affretta a smentire la notizia, circolata sulla stampa, di un intervento dei corpi speciali italiani. "L'Italia continua a seguire con attenzione l'evolversi della situazione sul terreno e ha già espresso pubblicamente preoccupazione nonché l'invito a cessare immediatamente le ostilità assieme a Stati Uniti, Francia e Regno Unito", si legge in una nota di Palazzo Chigi. 

AMBASCIATA APERTA - Nonostante la difficile situazione l'ambasciata italiana a Tripoli resta aperta, come precisa la stessa rappresentanza diplomatica sul suo profilo ufficiale Twitter, anche se il personale che non è strettamente necessario a garantire la sua operatività sta facendo rientro in Italia. 

ENI - Anche Eni conferma che allo stato attuale "non c'è personale espatriato presente a Tripoli e che le attività nel paese al momento procedono regolarmente". 

La mappa dell'ambasciata italiana a Tripoli

SALVINI - "Sono in contatto diretto con i nostri uomini: militari, diplomatici, addetti dell'Eni che in Libia vivono rischi portati da un intervento militare senza senso", ha dichiarato il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ai microfoni di Radio 24. "Escludo interventi militari che non risolvono nulla. E questo dovrebbero capirli anche altri - ha anche detto il ministro dell'Interno - L'Italia deve essere la protagonista della pacificazione in Libia. Le incursioni di altri che hanno altri interessi non devono prevalere sul bene comune che è la pace''. "Esprimo massimo sostegno alle autorità libiche riconosciute. Ringrazio la loro Guardia Costiera che sta continuando a fare il suo lavoro: speriamo di tornarci prima possibile, è troppo importante avere un'area pacificata. L'Italia deve essere protagonista, Moavero ci sta lavorando. C'è lui e il premier, con cui sto dialogando. Chiedete a loro, non voglio sostituirmi a loro, ha concluso Salvini.

E poi torna all'attacco di Macron. "Sono preoccupato", ha detto il vicepremier. "Io penso - ha affermato, senza mai nominare il presidente francese Macron ma facendo ripetuti cenni al ruolo francese nella vicenda - che dietro ci sia qualcuno. Qualcuno che ha fatto una guerra che non si doveva fare, che convoca elezioni senza sentire gli alleati e le fazioni locali, qualcuno che è andato a fare forzature, a esportare la democrazia, cose che non funzionano mai". "Spero - ha aggiunto - che il cessate il fuoco arrivi subito".

APPELLO UE - Dall'Unione Europea arriva l'appello a "tutte le parti di cessare immediatamente tutte le ostilità". In Libia "l'escalation a Tripoli di violenza mina una situazione già fragile - ha detto un portavoce della Commissione europea, Carlos Martin Ruiz De Gordejuela -. La violenza porterà altra violenza a detrimento dei cittadini libici". "Non c'è soluzione militare alla crisi in Libia, solo una politica" e l'Ue "sostiene il processo di mediazione delle Nazioni Unite", ha ricordato il portavoce.

MOSCA PREOCCUPATA - La Russia "continua a monitorare da vicino lo sviluppo della situazione in Libia e nella capitale del Paese. Dispiace constatare che la situazione non solo non si è stabilizzata, ma tende anche a peggiorare", commenta il ministero degli Esteri russo. "Il nuovo focolaio di scontri interni a Tripoli è visto a Mosca con la più seria preoccupazione", si legge nel comunicato, in cui Mosca esorta "ancora una volta tutte le parti in conflitto a cessare le ostilità, a favorire il ripristino della calma nella capitale e nei suoi dintorni, a prendere tutte le misure per prevenire che il Paese piombi in un caos, gravido di conseguenze disastrose per lo Stato libico". La Russia si è inoltre detta "convinta" che "qualsiasi questione deve essere risolta solo al tavolo dei negoziati, attraverso un dialogo costruttivo".