Roma, 30 aprile 2021 - Prove di ritorno alla normalità per l'Europa, soprattutto grazie alla campagna vaccinale che sta procedendo a buoni ritmi. L'Italia ieri ha raggiunto l’obiettivo di 500mila somministrazioni giornaliere. Il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, ieri ha stimato che entro la metà di luglio il 60% della popolazione italiana dovrebbe aver ricevuto la prima e la seconda dose. Anche negli altri Stati europei continuano le inoculazioni con la Spagna che ieri ha raggiunto il record di oltre 481mila vaccinazioni in 24 ore e la Germania che viaggia a ritmi di 1 milione di inoculazioni al giorno.

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“Dare una data precisa per il raggiungimento dell'immunità di gregge in Europa è difficile, ma posso dire che, se tutto continua regolarmente riusciremo a consegnare abbastanza dosi per metà luglio per vaccinare il 70% degli adulti”,  ha affermato ai microfoni di Sky Tg 24 il commissario europeo all'Industria Thierry Breton.

Si inizia quindi a pensare quando e come si potrà tornare a muoversi tra Stati. Vediamo cos’è e come funziona il green pass europeo, la cui sperimentazione - riferiscono fonti UE - partirà il 10 maggio

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Cos’è il pass europeo

Il Green Pass è un certificato, emesso dal sistema europeo e valido in tutta l’Ue, che permetterà a chi ne rispetta i requisiti di spostarsi liberamente tra i vari Stati. I certificati saranno prodotti grazie ai dati forniti dalle autorità nazionali sulle vaccinazioni e sui test. Il pass europeo non sostituirà quello valido per lo spostamento tra regioni e per l’accesso a luoghi o eventi nel territorio nazionale, se non in casi specificati dalle autorità statali.

Come funziona 

Non servirà necessariamente un’applicazione o uno smartphone: il certificato potrà essere ricevuto, oltre che tramite un’app dotata di codice QR, anche via email o in formato cartaceo.  Solo le autorità degli Stati membri, o eventuali altre istituzioni dotate di accesso, potranno leggere i codici, che saranno protetti da un sistema di doppia chiave crittografica.

Secondo fonti UE il green pass dovrebbe contenere tutte le informazioni utili per poter viaggiare in sicurezza tra i vari Stati. Ci sarà la certificazione di avvenuta vaccinazione e il numero di dosi ricevuto. Per chi non sarà stato ancora immunizzato sarà necessaria l’attestazione  di guarigione da Covid, nei precedenti 6 mesi, tramite un test per valutare l’effettiva presenza di anticorpi, oppure l’esito negativo di un tampone, molecolare o rapido.

Queste le linee generali trasmesse da fonti UE, ma starà poi ad ogni Stato membro stabilire i requisiti di ingresso nel proprio territorio. Si tratta infatti di competenze esclusivamente nazionali su cui l’Unione Europea non può imporre nulla.  

Le tempistiche

Il percorso per l’entrata in vigore del green pass europeo è complesso, ma l’obiettivo è quello di concluderlo entro la prossima estate. Sono necessarie infatti due fasi di sperimentazione e poi l’approvazione da parte dei paesi membri. Tre strade diverse percorribili dagli Stati europei.

Il 10 maggio partiranno i test per un primo grande gruppo di 16 paesi (Francia, Malta, Olanda, Lussemburgo, Estonia, Svezia, Croazia, Bulgaria, Spagna, Italia, Lituania, Germania, Repubblica Ceca, Austria, Islanda e Grecia). Lettonia, Romania, Cipro, Irlanda, Portogallo, Polonia, Danimarca e Slovenia, invece, inizieranno la sperimentazione verso fine maggio. Altri cinque hanno scelto di non partecipare ai test. Ungheria, Belgio, Norvegia, Liechtenstein e Slovacchia, infatti, preferiscono connettersi alla piattaforma direttamente in fase di attuazione.

Secondo fonti Ue il sistema sarà “tecnicamente operativo” il primo giugno prossimo. L’attuazione pratica del certificato dipenderà invece dai negoziati tra Parlamento Europeo e Consiglio, ma l’obiettivo è di concluderli entro fine giugno. A regolamento adottato, il Green Pass non sarà più un optional, ma un vero e proprio diritto di ogni cittadino dell’UE.

Stati extra-UE

Il Green pass non sarà limitato solamente ai paesi membri dell’Unione Europea. Il sistema del certificato digitale Covid Ue infatti  permetterà facilmente la partecipazione dei Paesi terzi, che intendono regolare tramite questo servizio l'ingresso nel loro territorio. L'integrazione al sistema del pass però dovrà essere convalidata da un accordo legislativo, già presente nel caso della Svizzera, ma che potrebbe richiedere tempi legali lunghi.