Roma, 30 aprile 2021 - E' il giorno del cambio dei colori per le regioni. Così dopo tre settimane la Sardegna lascia la zona rossa per passare in arancione. Nulla da fare, invece, per la Puglia che sperava di approdare in zona gialla. Male la Valle d'Aosta, unica a finire nella fascia di rischio più alta. Viene dunque ridefinita la mappa dell'Italia da parte del ministero della Salute, sulla base dei dati della cabina di regia. Da segnalare che il monitoraggio settimanale dei casi Covid vede l'indice Rt nazionale in lieve aumento rispetto alla scorsa settimana: 0.85 rispetto allo 0.81 di venerdì scorso. E' scesa invece l’incidenza: 146 casi settimanali per centomila abitanti (contro i 157 di 7 giorni fa). 

Bollettino del 2 maggio

Indice Rt Italia e regioni

E buone notizie arrivano sul fronte della campagna di immunizzazione. "Ieri in Italia sono state somministrate oltre 500mila dosi di vaccino", ha scritto su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza, ringraziando il "Servizio Sanitario Nazionale e a tutte le istituzioni per il gran lavoro di squadra". "Il vaccino è la vera strada per uscire da questi mesi così difficili", ha sottolineato.

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Zona gialla

Restano in zona Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto

Zona arancione

Zona arancione per Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. In questa fascia passerà dal 3 maggio la Sardegna, dopo tre settimane di zona rossa. Un passaggio 'annunciato' grazie a un Rt che si attesta a 0.81, un dato quasi dimezzato rispetto all'1,54 che ne aveva determinato il passaggio alla zona rossa. In diminuzione del 21,8%, inoltre i casi per 100 mila abitanti. In miglioramento anche i dati della pressione sulle strutture ospedaliere con un calo del 23% in area medica e del 21% per l'intensiva, entrambe al di sotto della soglia limite.

Zona rossa

Unica regione in zona rossa la Valle d'Aosta, che ha visto i dati peggiorare (attualmente ha un'incidenza di contagi pari a 265 ogni 100mila abitanti).

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Il report dell'Iss

Migliora la situazione generale del rischio pandemico in Italia, con nessuna Regione a rischio alto. Undici Regioni e Province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui nessuna ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 10 Regioni hanno una classificazione di rischio basso. Tre Regioni (contro 4 della settimana precedente) hanno un Rt puntuale maggiore di uno. Campania e Sicilia hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre di tipo 1. I dati sono contenuti nella bozza del monitoraggio settimanale del Ministero della Salute-Iss, relativo al periodo 19-25 aprile.

Scende, ma rimane alto, il numero di Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (8 Regioni/Pa contro 12 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è uguale alla soglia critica (30%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate in terapia intensiva, che passa da 3.151 del 20 aprile a 2.748 del 27 aprile. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale - si legge nella bozza - scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (32%). Il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 23.255 del 20 aprile a 20.312 del 27 aprile.

Insomma - si legge nel report - "si conferma la lenta discesa dei nuovi casi e del numero di pazienti ricoverati, ma il quadro complessivo resta ancora ad un livello molto impegnativo. Inoltre, l'ormai prevalente circolazione in Italia di una variante virale caratterizzata da una trasmissibilità notevolmente maggiore, richiede di continuare a mantenere particolare cautela e gradualità nella gestione dell'epidemia".  "È fondamentale - concludono gli esperti - che la popolazione continui a rispettare tutte le misure raccomandate di protezione individuale e distanziamento in tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo per ridurre il rischio di contagio. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi".