New York, 5 gennaio 2018 - I suoi avvocati personali vogliono che il ‘libro-bomba’ contro Trump venga bloccato e minacciano un’azione legale contro il suo ex braccio destro Steve Bannon, che lo avrebbe pugnalato alle spalle con le sue spregiudicate confessioni. «Stiamo parlando di pure fantasie, di gossip da tabloid pieno di falsità», dice la portavoce del presidente. Ma la domanda più inquietante che i giornalisti rivolgono alla Casa Bianca è se il presidente Trump, dopo le sue reazioni, non desti qualche preoccupazione nello staff e tra deputati e senatori per la sua salute mentale. Più di una dozzina di parlamentari, e non solo democratici, si sono rivolti a un gruppo di psichiatri di Yale per avere una valutazione indipendente. Le contraddizioni dei suoi tweet, l’appropriazione di meriti che non sembra avere, la presentazioni di risultati che non ha ottenuto, la ripetizione continua delle stesse parole e delle stesse intere frasi nei suoi discorsi, anche se Trump è arrivato al 39% di gradimento nei sondaggi dopo essere sceso al 32%, lasciano negli americani molti punti interrogativi.

La Casa Bianca liquida queste insinuazioni sull’affidabilità mentale come «ridicole e spiacevoli», ma la domanda, soprattutto dopo l’ultimo tweet del presidente sul pulsante nucleare di Kim Jong-un, ricorre sempre più spesso. Ieri la stessa Casa Bianca ha annunciato che d’ora in avanti per evitare fughe di notizie e garantire la sicurezza bloccherà l’uso dei telefonini privati in tutta la West Wing.

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L’uscita del libro «Fire and Fury», che uscirà oggi a sorpresa, visto il grande numero di richieste, e che i legali del presidente vogliono bloccare a tutti i costi perché temono che metta brutalmente a nudo il caos presidenziale e dentro la sua famiglia, diventa per Trump una distrazione insopportabile e da punire.

Melania viene descritta in lacrime dopo un litigio il giorno dell’inaugurazione, rivelando che i due dormono da tempo in camere separate mentre la figlia Ivanka è descritta «stupida come un mattone», anche se confessa di voler essere lei la prima donna a diventare presidente degli Stati Uniti. Ma soprattutto perché l’autore del libro Michael Wolff, che assicura di aver fatto più di 200 interviste anche dentro la Casa Bianca, offre uno spaccato brutale e pittoresco dell’uomo più potente del mondo e fa dire a Bannon che l’incontro alla Trump Tower con i russi è stato «sovversivo» e un gesto di «tradimento».

Ma il vero disgusto e la furia del presidente sono esplosi quando ha sentito che il suo ex stratega lo aveva descritto come illetterato e incompetente, definendo con parole sprezzanti il figlio Donald jr e il genero Jared Kushner, sostenendo che saranno loro a mandarlo a picco nel Russiagate.

I suoi avvocati vogliono però che Bannon venga messo a tacere perché potrebbe rivelare molto di più. Per distogliere l’attenzione dei media dal libro scandalo, Trump ieri ha fatto annunciare che non solo invierà una folta delegazione «che include la sua famiglia» ai giochi invernali di Seul ma che il Pentagono rinvierà a dopo le olimpiadi della neve le esercitazioni militari con la Corea del Sud. In una lunga telefonata col presidente sudcoreano, Trump ha detto di sostenere al 100% la linea di Seul, giudicando positiva la ripresa del dialogo con Pyongyang con una singolare aggiunta: «Questo è avvenuto perché ho fatto la faccia dura con Kim».

di GIAMPAOLO PIOLI, inviato a New York

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Fire and Fury in pillole

'TRUMP TEME DI ESSERE AVVELENATO' - Secondo Michael Wolff, Donald Trump temeva di essere avvelenato. «Ha avuto per lungo tempo il timore di essere avvelenato, questa la ragione per la quale amava mangiare al McDonald’s: nessuno sapeva che vi si sarebbe recato e il cibo – si legge nel libro – è preconfezionato in maniera sicura». Anche lo staff del presidente è finito nel mirino del tycoon: «Quando parlava al telefono, dopo la cena, speculava sui difetti di ogni membro del suo team. Bannon era sleale, per non menzionare il fatto che aveva sempre ‘un aspetto di merda’. Il capo dello staff Reince Priebus era debole per non menzionare che era basso, ‘un nano’.
Sean Spiece (ex portavoce della Casa bianca) era ‘uno stupido’, mentre la consigliera Kellyanne Conway era una «piagnucolona». 

LE LACRIME DI MELANIA - «Poco dopo le 20, nella serata delle elezioni, quando – scrive Wolff – il trend inaspettato, cioè il fatto che Trump potesse vincere, sembrava confermato, il figlio Don Jr disse a un amico che suo padre aveva l’aria di chi ha visto un fantasma. Melania era in lacrime, e non erano di gioia». Secondo l’autore, i due coniugi dormirebbero sempre in stanze separate sia a Washington  che durante i loro viaggi. 

I SEGRETI DEL SUPER CIUFFO - Michael Wolff, la figlia del presidente ha descritto spesso agli amici la meccanica che sta dietro al ciuffo di Donald: una parte rasata, circondata da un folto cerchio di capelli intorno ai lati e alla fronte, dal quale tutte le estremità sono tirate su per incontrarsi al centro e poi essere raccolti sulla nuca e fissati con uno spray

IVANKA SOGNA LA PRESIDENZA - «Sia Jared che Ivanka hanno deciso di accettare ruoli nell’Ala Ovest contro il consiglio di tutti. Tra loro hanno fatto un accordo serio: se in futuro si dovesse presentare l’opportunità, lei sarà quella in corsa per essere presidente. La prima donna presidente, scherzava la figlia del tycoon, non sarà Hillary Clinton: sarò io»

FRASI AL VETRIOLO DI BANNON  - La guerra fra Donald Trump e il suo ex stratega Steve Bannon è un vero terremoto. Il guru cacciato dalla Casa Bianca, secondo il libro scritto da Michael Wolff, avrebbe rilasciato dichiarazioni al vetriolo su tutto l’entourage che circonda il presidente. Della figlia Ivanka, ad esempio, avrebbe detto che è «stupida come un mattone». 

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