Domenica 21 Luglio 2024

Usa, 168 manager e imprenditori scrivono a Biden: “Si ritiri per il bene del Paese”. Mollato anche dall’erede dell’impero Disney

Abigail Disney: “Sono realistica, se non si fa da parte i Democratici perderanno e sarà un disastro”. Alla Casa Bianca pressioni da oltre un centinaio di donatori tra cui l’erede di Walmart e il miliardario investitore Novogratz

Washington, 5 luglio 2024 – L’erede dell’impero Disney è pronta a congelare le donazioni se Biden non si farà da parte. Aumentano giorno dopo giorno le pressioni sul presidente degli Stati Uniti perché si ritiri dalla corsa alle elezioni di novembre, prima che sia troppo tardi. Dopo la pessima figura al dibattito tv contro l’avversario Donald Trump, che ha sollevato seri interrogativi sulla sua salute, si moltiplicano le voci di chi chiede un passo indietro. Non solo dei politici dem. In una lettera, inviata alla Casa Bianca e riportata dal Washington Post, un gruppo di 168 persone fra manager, attivisti e finanziatori chiede a Biden di ritirarsi. "Chiediamo rispettosamente il ritiro della candidatura per il bene della nostra democrazia e del nostro paese”, si legge. La missiva è stata organizzata da Leadership Now Project, associazione fondata nel 2018 in risposta ai crescenti timori per le minacce alla democrazia. Fra i 168 firmatari ci sono Christy Walton, la nuora del fondatore di Walmart, il miliardario investitore Mike Novogratz e il professore di Harvard Lawrence Lessing.

Abigail Disney, produttrice cinematografica erede del patrimonio di famiglia e una dei maggiori finanziatori del partito democratico e dei comitati legati a Biden, ha chiesto al candidato presidente di fare in passo indietro. "Non si tratta di mancanza di rispetto – ha detto intervistata dalla CNBC – ma di realismo”. Se non si ritira “i Democratici perderanno. Ne sono assolutamente certa. E le conseguenze della sconfitta saranno davvero disastrose”.  Biden – aggiunge citata dal New York Times – “è un brav'uomo che ha servito bene il suo Paese, ma la posta in gioco è troppo alta per consentire alla timidezza di determinare la nostra linea di condotta”. Secondo Disney, filantropa e attivista, la vicepresidente Kamala Harris potrebbe essere una alternativa per battere Trump. Del resto, senza neanche aver fatto campagna elettorale, i sondaggi la danno più forte del suo superiore. “Se i democratici tollerassero i suoi difetti (di Harris ndr) anche solo un decimo di quanto hanno tollerato quelli di Biden… potremmo vincere queste elezioni con un buon risultato”. 

Abigail Disney
Abigail Disney

Per ora i finanziatori di Biden che hanno espresso una posizione simile sono una minoranza – fa notare il Guardian – ma i commentatori non esistano a parlare di “panico” fra i sostenitori democratici. In ogni caso Disney non è da sola. Stando al New York Times, che in un editoriale ha chiesto il ritiro di Biden, un gruppo di finanziatori sta lavorando per raccogliere fino a 100 milioni di dollari in sostegno di un candidato alternativo. Una sorta di fondo di garanzia, chiamato ‘Next Generation Pac’ da usare se il presidente non lascerà la corsa. Al fondo parteciperebbero anche leader di Wall Street e della Silicon Valley. Secondo quanto riporta l’agenzia Reuters, lunedì scorso c’è stata una conference call tra i responsabili della campagna di Biden e centinaia di finanziatori. “Il team di Biden avrebbe promesso di rendere il presidente più visibile attraverso interviste per rassicurare il pubblico”, scrive il Guardian. Ma non è bastato. 

In linea con Abigail Disney, lo sceneggiatore Damon Lindelof, che ha contribuito in modo significativo al partito, ha proposto un “DEMbargo”: sospendere i finanziamenti finché Biden non si farà da parte. Il filantropo Gideon Stein congelerà quasi tutti i 3 milioni di dollari previsti in donazioni pianificate. Anche Reed Hastings, co-fondatore di Netflix e megafinanziatore (più di 20 milioni di dollari negli ultimi anni, di cui circa 1,5 milioni a Biden durante la sua campagna del 2020) chiede il passo indietro. I comitati per Biden ha iniziato una raccolta fondi “dal basso” per arginare l’emorragia di fondi. Il giorno del dibattito e il venerdì successivo sono stati racimolatioltre 27 milioni di dollari da piccoli donatori. E il trend potrebbe continuare. Basterà a salvare il soldato Biden?