Giovedì 25 Luglio 2024
GIAMPAOLO PIOLI
Esteri

Biden in bilico, chi potrebbe sostituirlo. Kamala scalda i motori: è il piano di riserva immediato. Serve l’appoggio dei delegati

I governatori di California e Michigan gli altri dem gettonati. Michelle Obama resta una suggestione. Il terzo scenario: se rieletto, Biden (82 anni a novembre) potrebbe passare il testimone a metà mandato

New York, 3 luglio 2024 – Per la corsa alla presidenza gli scenari in casa dei democratici sono almeno tre. Il primo e meno probabile è che Joe Biden – 82 anni il 20 novembre – continui la corsa fino a novembre vincendo la lotta interna al partito che lo vorrebbe messo da parte, nonostante gli ultimi sondaggi a quattro mesi dal voto vedano Trump sempre in vantaggio. Uno scenario che, in caso di rielezione alla Casa Bianca, potrebbe portare Biden a valutare un passo indietro e lasciare il testimone alla sua vice a metà mandato. Il secondo scenario, quello più probabile, è che la vice presidente Kamala Harris passi alla guida del ticket e scelga un vice di peso e prestigio. In questo caso avrebbe la benedizione di Biden, erediterebbe i 350 milioni di dollari di fondi elettorali, con gli Stati Uniti che avrebbero di nuovo un chance per vedere alla casa bianca una donna.

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Kamala Harris
Kamala Harris

Per lanciare Harris, però, il presidente dovrebbe prima garantirsi l’appoggio di tutto il partito, proponendo quindi durante la convention di Chicago ai 3.894 delegati ottenuti nelle primarie di votare per lei. La convention democratica, in programma nella seconda metà di agosto, si aprirebbe così a giochi fatti: il programma di Biden verrebbe portato avanti da Harris con forte accento su difesa dei diritti in tema di aborto, immigrazione, sanità, aumento delle tasse ai supericchi, abolizione dei mutui studenteschi e grande atlantismo col rafforzamento della Nato.

Nel terzo scenario, con meno possibilità di successo, c’è chi pensa a delle mini primarie dove dovrebbero essere azzerati tutti i delegati che Biden e Harris hanno conquistato presentandosi insieme, e si dovrebbe votare nuovamente.

In questa corsa col rischio di un bagno di sangue fratricida tra i democratici i meglio piazzati e più conosciuti sono il governatore della California Gavin Newsom 57 anni, beniamino anche di Biden, la governatrice del Michigan, Gretchen Whitmer 53 anni, che vive sotto scorta dopo le minacce delle milizie filo Trump, e più distaccati il governatore della Pennsylvania, Josh Shapiro, 50 anni, che assicurerebbe ai democratici la vittoria di uno Stato in bilico e il potente governatore dell’Illinois J.B. Pritzker il politico più ricco di tutti i democratici. A seguire una lista di aspiranti grintosi e qualificati ma che non sembrano incontrare gli indispensabili favori trasversali del partito.Va aggiunto che il leader del caucus nero al Congresso James Clyburn, l’uomo che ha proiettato Biden alla vittoria nel 2020, ha già dichiarato che "se non fosse Biden io sono con la Harris dal primo momento" mettendo sul piatto tutto il decisivo peso della popolazione di colore e delle donne nere.

Ma nel cuore di molti democratici, solo nel cuore però, perché il suo nome non sarà in nessuna scheda elettorale a novembre, resta la suggestione di una candidatura di Michelle Obama. L’ex first lady è lei l’unica che anche oggi sta battendo Trump nei sondaggi. Michelle tuttavia non è mai stata nemmeno sfiorata dall’idea di candidarsi e preferisce rimanere una delle donne più potenti e influenti d’America.