Mercoledì 24 Luglio 2024
GIAMPAOLO PIOLI
Esteri

Biden perde il duello con Trump: tradito da voce rauca e gaffe, i dem pensano di sostituirlo. Ma lui non molla: "Vincerò io"

Anche i media vicini al presidente ne hanno bocciato la performance in diretta tv: "Spettacolo doloroso". Dai governatori Newsom e Whitmer fino alla suggestione Michelle Obama: chi potrebbe candidarsi al suo posto

New York, 28 giugno 2024 – Nessuna stretta di mano, nessun sorriso cavalleresco. Solo insulti reciproci, accuse, bugie, incertezze e tanta tensione. Un dibattito presidenziale storico e penoso per entrambi quello tra Joe Biden e Donald Trump, ma che ha visto il presidente in carica che chiede la riconferma, protagonista di una performance orribile e imbarazzante. Senza voce (per un improvviso raffreddore) e incapace di reagire alle accuse che gli rivolge Trump. Il tycoon, a sua volta, non ha risposto alle domande dei moderatori, ma ha scaricato sull’avversario offese personali tipo: "Sei uno stupido non si capisce cosa dici". Con Biden che ha replicato: "Sei solo un bugiardo, non hai la minima idea di cosa stai parlando".

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Il presidente Usa Joe Biden ha perso il duello con lo sfidante Donald Trump
Il presidente Usa Joe Biden ha perso il duello con lo sfidante Donald Trump

Per chi è rimasto incollato alla tv (erano le due di giovedì notte in Italia) è stato Trump a prevalere, sicuramente più energico anche se con poca sostanza negli interventi. Biden, invece, è inciampato persino nel suo discorsetto finale, non citando temi forti e vincenti per i democratici come la battaglia per il diritto all’aborto contro la Corte Suprema o l’attacco alla democrazia del 6 gennaio 2021, e difendendo anche male la posizione centrale dell’America in una Nato sempre più esposta alle aggressioni della Russia e determinante per gli equilibri strategici del mondo. Anche per gli stessi democratici la performance del presidente 81enne è stata "un disastro", "uno spettacolo doloroso", tanto da oscurare le numerose bugie del suo rivale e gettare nel panico l’intero schieramento costretto a interrogarsi sull’opportunità di cercare un’alternativa in quella che sarebbe una corsa contro il tempo in una convention aperta senza precedenti.

Ma Biden non molla. "Intendo vincere queste elezioni", ha messo in chiaro tenendo l’indomani un comizio in North Carolina. "Non dibatto bene come un tempo – ha ammesso –, ma so come fare questo lavoro", ha assicurato, ammonendo che "quando vai a terra ti rialzi". "So che non sono giovane ma so dire la verità", ha continuato attaccando nuovamente il tycoon per le sue menzogne. L’orgoglioso e testardo Biden quindi non getta la spugna, nonostante gli appelli sui media di esperti ed opinionisti come il pulitzer Thomas Friedma n, amico personale del presidente, che sul New York Times lo ha espressamente invitato a ritirarsi.

I vertici del partito e gli eletti cercano di fare quadrato. Lo difendono la sua vice Kamala Harris, i leader dem di Camera e Senato, l’ex speaker Nancy Pelosi. Ma privatamente dirigenti, operativi (e una fetta della base) pensano che l’imbarazzante performance del presidente ipotechi la vittoria del tycoon, già in vantaggio nei sondaggi sia a livello nazionale che in sei dei sette Stati chiave in bilico. E discutono della possibilità di cambiare cavallo. Ma avendo già stravinto le primarie, dovrebbe essere Biden stesso a fare un passo indietro, eventualmente convinto dalla moglie Jill (presente ad Atlanta per il confronto a differenza di Melania Trump) e dal suo entourage più stretto. A questo punto in agosto a Chicago si aprirebbe lo scenario di una ‘brokered’ convention, dove i delegati – impegnati ma non vincolati – potrebbero votare un altro candidato tra quelli che si farebbero avanti in queste poche settimane.

I repubblicani, dal canto loro, pur compatti dietro Trump, temono invece che se Biden venisse sostituito in corsa con un candidato più fresco e dinamico sempre in ticket con Kamala Harris, molto rivalutata nelle ultime ore, per loro le cose si metterebbero male perché Donald potrebbe avere una donna di fronte e pure lui senza appunti e senza telepromoter è apparso molto insicuro, incoerente e impreparato e a disagio. La lista dei possibili sostituti comprende vari governatori, da Gavin Newsom (California) a J.B Pritzker (Illinois) e Gretchen Whitmer (Michigan), anche se resta la suggestione di Michelle Obama (con tanto di hashtag sulla rete), che finora ha sempre respinto ogni tentazione

Il dibattito nei suoi 90 minuti cronometrati, interrotti solo da un paio di intervalli pubblicitari ha messo a nudo i due vecchi avversari e dimostrato ad oltre 70 milioni di telespettatori perché di fatto l’America non vorrebbe votare né per l’uno né per l’altro. Intanto la Corte Suprema americana ha respinto la richiesta di Steve Bannon, l’ex controverso stratega di Trump, di ritardare la sua incarcerazione, che dovrebbe scattare l’1 luglio. Bannon è stato condannato a quattro mesi di reclusione per oltraggio al Congresso.