Roma, 13 settembre 2021 - Non bastassero il Covid 19 e l'Afghanistan a preoccupare il presidente Usa Joe Biden, ritorna anche la 'minaccia' Corea del Nord. La KCNA, l'agenzia stampa di Pyongyang, ha reso noto che nel fine settimana sono stati testati nuovi missili da crociera a lungo raggio.  I dati sono impressionanti: in 7.580 secondi (poco più di due ore) coprono una gittata di 1.500 chilometri. A queste condizioni, il Giappone, che dista poco più di 1.200 km in linea d'aria, è potenzialmente sotto tiro. "Questa - ha commentato Pak Jong-chon, membro del Comitato centrale del Partito dei Lavoratori nordcoreano, che ha assistito all'evento insieme ad altri alti funzionari - è una grande manifestazione delle enormi capacità della tecnologia dell'industria delle armi del nostro Paese".

La situazione in Corea del Nord

I test missilistici sono arrivati pochi giorni dopo l'annuale parata militare organizzata per festeggiare i 73 anni della fondazione della Repubblica Popolare Democratica di Corea, celebrazioni tenutesi giovedì scorso, nella capitale Pyongyang, in forma ridotta rispetto al passato. Cronologia degli eventi e proclami ufficiali sembrerebbero suggerire un ritorno in grande stile sullo scacchiere internazionale, anche se non è passata inosservata l'assenza ai test di Kim Jong-un. Già alla parata, il leader nordcoreano si era mostrato in pubblico dimagrito mentre si profondeva in saluti alla folla senza mascherine anti-Covid.

Nei confronti del Coronavirus, il Paese asiatico ha reagito chiudendo i confini subito dopo lo scoppio della pandemia a Wuhan nel 2020 e, da allora, ha smentito qualsiasi notizia sulla circolazione del virus tra la popolazione. Dati su eventuali morti o contagi non sono mai stati resi noti e, a inizio settembre, Pyongyang ha rifiutato tre milioni di dosi di vaccino anti-Covid offerti dal gruppo farmaceutico cinese Sinovac, asserendo che ci sono "Paesi che ne hanno più bisogno". Isolandosi dal resto del mondo, negli ultimi mesi l'economia del Paese è andata a picco, già gravata da diverse sanzioni dell'Onu relative a programmi militari vietati.

Le reazioni ai test missilistici

C'è un dettaglio: i missili da crociera, considerati meno pericolosi di quelli balistici, non rientrano nell'ambito delle sanzioni Onu ai danni della Corea del Nord. Per questo, secondo gli analisti, i test del fine settimana non sono altro che una debole provocazione rivolta agli Stati Uniti e al dossier sulla denuclearizzazione. Tant'è che il Pentagono era a conoscenza dell'operazione e continua a monitorare da vicino le mosse di Kim.

A essere maggiormente in pericolo sono i Paesi limitrofi. In stretta collaborazione con l'intelligence statunitense, la Corea del Sud sta effettuando "un'analisi approfondita" dei vettori missilistici anche sulla base di due immagini pubblicate sul Rodong Sinmun, organo ufficiale del Partito dei Lavoratori nordcoreano. La prima mostra un missile in uscita da uno dei cinque tubi su un veicolo di lancio, l'altra invece cattura un missile in volo orizzontale. Gli esperti hanno osservato una somiglianza con i missili da crociera a lungo raggio Tomahawk degli Stati Uniti e Hyunmoo-3C della Corea del Sud: oltre a trasportare testate nucleari, volano a bassa quota e sono difficili da rilevare.

Le foto del Rodong Sinmun con i missili testati nel finesettimana in Corea del Nord

La questione, oltre alla denuclearizzazione della penisola coreana, aprirà molto probabilmente l'incontro previsto domani a Seoul tra il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, e il suo omologo sud-coreano Chung Eui-yong. "La Cina - ha dichiarato il portavoce degli Esteri, Zhao Lijian - insiste sul mantenimento della stabilità e invita alla moderazione".

Al di là del mare, anche il Giappone, che rientra nella gittata, osserva preoccupato. "Raccogliamo informazioni e le analizziamo - ha spiegato il portavoce del governo, Katsunobu Kato - un'arma del genere sarebbe una minaccia per la pace e la sicurezza dell'area intorno al nostro Paese".