Seattle, 15 maggio 2018 - La chiamano "Amazon tax", servirà a combattere la piaga dei senzatetto. E' notizia di questa notte (italiana) l'approvazione da parte di Seattle di una legge che consentirà di aumentare l'imposizione fiscale sui colossi che hanno sede nella città dello Stato di Washington, nell'Ovest del Paese. Si tratta di una versione meno aggressiva della "head tax" allo studio da settimane e molto controversa. Colpirà i big come Amazon e Starbucks, il gettito che ne deriverà finanzierà operazioni in supporto degli 'homeless', problema che grava su Seattle e su diverse città degli Stati Uniti. 

I NUMERI - La tassa, che avrà una durata di 5 anni, è stata deliberata dal consiglio comunale: le aziende con almeno 20 milioni di dollari di fatturato dovranno versare 275 dollari in più ad impiegato ogni anno, cifra ridotta rispetto ai 500 previsti nella bozza iniziale del provvedimento. Dall'imposizione, entreranno nelle casse comunali circa 50 milioni di dollari che potranno essere usati per migliorare le condizioni dei senzatetto. Il 60-70% dei questo denaro sarà  utilizzato per costruire case a prezzi calmierati mentre il resto sarà destinato potenziare i centri di aiuto ai senzatetto e altri servizi.  

AMAZON - Dura la reazione di Amazon che a Seattle ha il suo quartier generale. "Siamo molto preoccupati per il futuro creato dall'approccio e dalla retorica ostile del consiglio (comunale) nei confronti delle aziende più grandi che ci costringono a mettere in discussione la nostra crescita qui", ha tuonato in una nota il vice presidente, Drew Herdener.  "La città non ha un problema di ricavi", ha attaccato, "ha un problema di efficienza nelle spese".  Non appena è iniziato il dibattito in consiglio comunale sulla tassa, la società di Jeff Bezos ha sospeso i lavori per l'ampliamento della sua sede. Non si conoscono ancora le prossime mosse del colosso che ha minacciato il comune di ridurre il numero di impiegati nel territiorio per difendere i propri interessi. Il numero di senzatetto a Seattle è in crescita da anni, per risolvere l'emergenza - che interessa tutta la contea, servirebbero 400 milioni di dollari.