Aereo abbattuto, i resti (AP)
Aereo abbattuto, i resti (AP)

Kiev, 19 luglio 2014 - "HO SENTITO il rumore di un aereo, poi un’esplosione. E poi ho visto i corpi cadere dal cielo. Uscivano proprio dalle nuvole e cadevano tutto attorno. Siamo scappati e abbiamo visto un pezzo della fusoliera precipitare sulla nostra casa". È un racconto dell’orrore quello fatto dagli abitanti del villaggio di Rassypnoye. Un orrore che sostanzia un crimine contro 298 innocenti — ai 295, 80 dei quali minori, che erano nella lista passeggeri si sono aggiunti tre neonati — e del quale nessuno vuole la responsabilità. Gli indizi puntano verso un’unità cosacca che combatte con i ribelli filorussi dell’autoproclamata repubblica di Donetsk e che avrebbe ricevuto il pezzo di artiglieria missilistica — un lanciatore Buk con 4 razzi — quella stessa mattina. 

"LA BATTERIA ha fatto ingresso in Ucraina all’1 di notte del 17 luglio, nei pressi della città di Sukodolsk. È giunta alle 9 a Donetsk, poi è stata portata a Pervomaisk ed è stata piazzata per abbattere uno dei nostri aerei. Dopo che hanno capito di aver fatto una strage hanno fatto rapidamente ritornare il mezzo in Russia, ma i nostri uomini hanno intercettato il trasporto e filmato la batteria con un missile mancante", hanno detto ieri a Kiev in conferenza stampa gli uomini del servizio segreto ucraino.
Ma Mosca e Donetsk negano recisamente. "Non abbiamo sistemi missilistici di quel tipo, solo missili spallabili che possono colpire al massimo a tremila metri di quota: è tutta una montatura degli 007 di Kiev che voglio accusarci di un crimine vergognoso", replica Sergiei Kavtaradze, uno dei portavoce della repubblica di Donetsk. "Nessun nostro sistema missilistico ha oltrepassato il confine con l’Ucraina", ha confermato il ministero della difesa russo. 
E a Mosca le televisioni e i giornali raccontano una storia diversa: quella dell’agguato al presidente Putin. «Stava tornando da un viaggio in America Latina — scrivono i media vicini al Cremlino come Russia 24 — e il suo aereo e quello malese volavano su rotte vicine. In più i colori dell’aereo malese sono simili a quelli dell’aereo di Putin". 

PECCATO che visto che il velivolo viaggiava a 10 mila metri di altezza, fosse impossibile da terra distinguerne i colori della livrea. Ma i filorussi negano anche l’evidenza. "Un numero significativo delle salme dello schianto non sembra appartenere a persone morte di recente. Gli ucraini sono capaci di tutto", ha detto il comandante separatista Igor Girkin — alias Strelkov, che l’altroieri ha annuncito l’abbattimento di un ‘aereo ucraino’, salvo poi cancellare il post — al sito filo-russo Russkaya Vesna. 

L'INDAGINE si annuncia molto difficile, perché non ci sarebbero dati radar e perché i resti del velivolo sono sparsi su un’area di 20 chilometri quadrati. In zona sono giunti 30 osservatori dell’Osce ed esperti aeronautici ucraini. In arrivo anche uomini dell’Fbi che nella capitale ucraina esamineranno i reperti, a caccia dell’esplosivo della testata del missile. Aiuterebbe avere le due scatole nere. I ribelli della repubblica di Donetsk, per bocca del premier Aleksander Borodai, per adesso dicono di averle trovate entrambe. "Non abbiamo intenzione di manometterle. Vogliamo farle esaminare agli esperti internazionali. Non è nostro interesse nascondere nulla perché non abbiamo fatto nulla". Ma non vi sono certezze. "Per quanto ne so — dice Kostantin Batoszky, consigliere del governatore regionale di Donetsk — credo che ne sia stata trovata una sola, che è stata consegnata agli uomini del ministero delle emergenze ucraino". Forse fornirà qualche brandello di verità su una tragedia assurda che si poteva e si doveva evitare non mandando aerei civili nel cielo di un paese in guerra.