I nomi dei ministri: Nordio alla Giustizia. Tajani e Salvini i due vicepremier

L’ipotetica composizione del nuovo Governo: Ronzulli non c’è, ma Forza Italia avrà Esteri e Riforme (con Casellati). Tra i tecnici Guerri alla Cultura. Sottosegretario a Palazzo Chigi sarà Fazzolari, fedelissimo della Meloni

Una delle poche, granitiche, certezze della prossima squadra di Giorgia Meloni, che si appresta a ricevere l’incarico per formare il suo primo governo, è che la senatrice Licia Ronzulli non sarà ministro. Per il resto, l’incontro tra la premier in pectore e il fondatore di FI ha sbloccato, in via semi-definitiva, la compagine di governo che assisterà la Meloni. E il toto-ministri è agli sgoccioli.

Ministri nuovo governo: chi entra e chi esce dalla lista Meloni

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Qui la possibile lista dei ministri del governo Meloni

Il metodo seguito è una versione 2.0 del mitico manuale Cencelli. Infatti, ai tempi della Dc e dei suoi alleati minori, le percentuali di partito (e, nei partiti, di corrente), erano rispettate al millesimo. Qui, invece, si innova parecchio. Lega e FI, che sono andati male, se non malissimo, alle elezioni, avranno ministeri di peso e con portafoglio ben più sostanziosi delle percentuali elettorali perché, grazie al Rosatellum, il loro peso, in Parlamento, è vitale (è la maggioranza che regge il governo). Inoltre, Salvini e Tajani, nel ruolo di vicepremier, faranno da ‘corona’, assai ingombrante, a Meloni.

Legge Bassanini alla mano, se i ministri attuali sono 23 (più sei viceministri e 35 sottosegretari, per un totale di 65 componenti dell’esecutivo), almeno venti dicasteri resteranno tali, un paio verranno accorpati (l’Innovazione tecnologica al Mise o al Mite, l’Università all’Istruzione), qualcuno potrebbe nascere (Famiglia e Natalità, Sport staccato da dove si trova oggi, il Turismo). Il saldo finale potrebbe finire a circa 20 dicasteri. E, questa è la vera novità, la Lega ne avrà cinque sicuri, di cui due pesanti (Mef e Infrastrutture) e altri cinque (di cui uno pesante) andranno a Forza Italia.

Dunque FdI, uscito vincente dalle urne, si dovrà accontentare di non più di novedieci ministeri, a seconda di come verranno contati dei ‘tecnici’ che proprio ‘tecnici’, fino in fondo, non saranno, in quanto riconducibili, in vario modo, al partito. Tra questi ultimi, le certezze sono due: il prefetto Piantedosi, braccio di Salvini quando il Viminale toccò a lui, andrà agli Interni, Marina Calderone, presidente dell’Ordine dei consiglieri del Lavoro, al Lavoro. Francesco Rocca (Croce Rossa) alla Salute, anche se qui è ancora in corsa Guido Bertolaso. Guido Crosetto, uno dei fondatori di FdI, non è più parlamentare: presiede l’Aiad (rappresenta le industrie aerospaziali, braccio di Confindustria) e avrebbe il profilo giusto per il Mise, ma, proprio ieri, è partito per Parigi, per un salone cruciale del suo settore, lanciando un tweet assai criptico: "non so niente, e ora stacco anche il telefono". Morale, non è detto accetti la proposta di Meloni che, però, è già entrata in forte pressing su di lui per affidargli un Mise rinforzato di competenze. Invece, lo storico e saggista Giordano Bruno Guerri dovrebbe andare al dicastero della Cultura, ma l’alternativa è Giampaolo Rossi, ex cda Rai.

La Lega incassa il Mef per Giancarlo Giorgetti, l’Agricoltura per Gianmarco Centinaio, gli Affari regionali per Roberto Calderoli, la Disabilità per Simona Baldassarre e anche, a sorpresa, Giuseppe Valditara all’Istruzione. E, ovviamente, le Infrastrutture per il ‘Capitano’ Salvini. Fa cinque.

Anche Forza Italia non può certo lamentarsi, anzi. Maria Elisabetta Casellati andrà alle Riforme, ma soprattutto Gilberto Pichetto Fratin al Mite (Transizione ecologica) dove però potrebbe andare anche Alberto Barachini (FI) o Alessio Butti (FdI), Anna Maria Bernini all’Università e Ricerca. Oltre ad Antonio Tajani, agli Esteri, mentre Alessandro Cattaneo andrebbe alla Pubblica amministrazione – anche se si fa il suo nome pure per l’Innovazione tecnologica.

Restano gli uomini e le donne di FdI. Le certezze sono Adolfo Urso (Difesa), Raffaele Fitto (Affari Ue), Nello Musumeci (Sud), Chiara Colosimo (Gioventù e Sport) e Carlo Nordio (Giustizia), mentre ballano altre caselle che restano appannaggio di FdI: Famiglia (Isabella Rauti) e Turismo (Daniela Santanché), soprattutto. Ma c’è una sicurezza: Giovanbattista Fazzolari sarà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio della prima premier donna d’Italia. Maurizio Lupi (Noi Moderati) avrà, infine, i Rapporti col Parlamento, a meno che non ci vada lo stesso Calderoli, se la Lega mandasse alle Autonomie Erika Stefani o Alessandra Locatelli.