Giovedì 25 Luglio 2024
GIOVANNI SERAFINI
Elezioni

Ribaltone in Francia: Le Pen doppia Macron. E lui: si torna al voto, "Vincerà la democrazia"

Storico risultato del Rassemblement National di Bardella che sale al 32,5%. La lista del presidente si ferma invece al 15,4%. Alle urne il 30 giugno

Parigi, 10 giugno 2024 – Il colpo è stato durissimo per Macron: da una parte lo score catastrofico del suo partito (15,4%), contrapposto al trionfo dell’ultradestra di Marine Le Pen (32,5%). Il risultato è stato una scelta clamorosa, azzardata e inedita: lo scioglimento dell’Assemblea Nazionale. Nessuno se lo aspettava, nemmeno Jordan Bardella, il candidato vincente del Rassemblement National, che pure aveva appunto chiesto nuove elezioni, come già aveva fatto Marine Le Pen alle europee del 2019. A questa decisione Macron è arrivato dopo un drammatico vertice nel pomeriggio all’Eliseo, durato diverse ore, cui hanno partecipato il primo ministro Gabriel Attal e i più importanti componenti del governo e delle Camere.

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L’annuncio, comunicato poco dopo la divulgazione dei risultati, ha avuto l’effetto di un terremoto. "La crescita dei nazionalismi e della demagogia è un pericolo per il nostro paese – ha detto il presidente francese – Davanti alla vittoria dell’estrema destra e ai rischi cui espone il paese, non posso far finta di niente: la sfida che ci è posta esige la massima chiarezza e il massimo rispetto per i cittadini. Vi ridò la scelta per il vostro futuro. Ho fiducia nella democrazia: la parola deve tornare al popolo sovrano".

Le elezioni legislative anticipate, che secondo l’articolo 12 della Costituzione possono essere decise dal capo della Stato dopo consultazioni con il primo ministro e i presidenti di Camera e Senato, devono aver luogo entro un periodo da 20 a 40 giorni. Macron ha già deciso le date: il 30 giugno e il 7 luglio (in Francia le legislative si svolgono in due turni), poco prima quindi dell’avvio dei Giochi olimpici.

Marine Le Pen non ha tardato a prendere la parola dopo l’intervento di Macron: raggiante, vestita di bianco come sempre per le grandi occasioni, ha definito "storico" il verdetto espresso dalle elezioni. "Quando il popolo vota, il popolo vince – ha detto la leader dell’ultradestra francese – La risposta delle urne è stata senza appello ed è logico, come noi stessi abbiamo chiesto, che la Francia torni al voto. Noi siamo pronti: le europee hanno confermato che la nostra è una grande forza di alternativa. Siamo pronti a governare, a raddrizzare il paese, a difendere l’interesse dei francesi, a far rivivere la Francia. Questo giorno rappresenta una nuova aurora per tutte le nazioni e il messaggio deve arrivare anche ai dirigenti di Bruxelles".

Il vincitore ‘diretto’ della gara elettorale di ieri è stato Jordan Bardella, detto ‘Monsieur Parfait’. Il candidato ‘perfetto’ mandato in pista da Marine Le Pen per sbarrare la strada ad Emmanuel Macron ha 28 anni, è presidente del Rassemblement National, ha origine italiane per via del bisnonno paterno, venuto dal Lazio negli anni Cinquanta per lavorare come muratore in Francia. Bardella ha ottenuto più del doppio dei voti della sventurata Valérie Hayer (15,4%), la candidata della maggioranza presidenziale che nessuno conosce e che non è mai riuscita a farsi sentire durante la campagna.

Macron, benché avesse detto e ripetuto che un voto alle europee non può influire sulla politica nazionale, come un giocatore di scacchi ha scelto una mossa orgogliosa e azzardata. Forse ritiene che un’alleanza con il rinato partito socialista guidato da Raphael Glucksmann (14%), con una parte dei Républicains (7%) e con gli ecologisti (5,4%) compensi l’avanzata delle destre, ormai attestate oltre il 40%.