Un altro virus sta ammorbando il mondo senza che ce ne sia coscienza: quello della follia moralista. La notizia da cui prendiamo spunto (ma è solo una fra le tante) è la seguente. Alexi McCammond, 27 anni, giovanissima direttrice di Teen Vogue (gruppo Condé Nast, uno dei più grandi editori del pianeta), si è dovuta dimettere per alcuni post da lei scritti sui social dieci anni fa, e considerati razzisti e omofobi. Per la cronaca: la “razzista“Alexi McCammond è afroamericana ed era appena stata nominata giornalista emergente dell’anno dall’Associazione dei giornalisti black. E dei post scritti quando aveva 17 anni – diciassette! – si era già scusata nel 2019.

A vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età, canta Francesco Guccini nella sua bellissima Eskimo. E figuriamoci a diciassette. Ma il virus che contagia il mondo di oggi pretende l’immacolata concezione da ogni essere umano, l’impossibilità di avere una qualsiasi macchia nel passato. Ci sono film e perfino cartoni animati di decenni e decenni fa che ora sono banditi perché ci si vuol vedere qualcosa di inaccettabile per la sensibilità di oggi; ci sono attori che vengono addirittura cancellati dalle pellicole perché nel frattempo si sono resi colpevoli di qualcosa, anche se il fim in cui avevano recitato non c’entra nulla ed è un capolavoro.

Non è sempre stato così. All’inizio degli anni Novanta emerse una lettera che Norberto Bobbio, allora ventiseienne e già docente di filosofia, scrisse nel 1935 a Mussolini per garantire la sua limpida "coscienza fascista". Bobbio disse di vergognarsi di quella lettera, e tanto bastò, perché la sua vita aveva già testimoniato per lui. E così Eugenio Scalfari fu giovane fascista, e così Giorgio Bocca, e così Dario Fo paracadutista nella Repubblica Sociale. Se fosse imperato il politicamente corretto di oggi non avremmo avuto le lezioni e i libri di Bobbio, la fondazione del quotidiano Repubblica, i reportage di Bocca e il premio Nobel a Dario Fo. I quali eran tutti giovani e forti, all’epoca della loro adesione al fascismo: ed è vero che la dittatura ti schiaccia, ma è anche vero che altri non si fecero schiacciare e finirono in galera o al confino.

Ma il punto è che ciascuno di noi è un misto di coraggio e di viltà, di miseria e nobiltà, di vizi e di virtù. Quel che conta è la tensione verso il bene, non le inevitabili cadute durante il cammino. Con la mentalità di oggi non avremmo avuto Caravaggio, Michelangelo e credo neppure Leonardo.

"Conosco molti furfanti che non fanno i moralisti, ma non conosco nessun moralista che non sia un furfante", diceva Montanelli. Lui preferiva i primi, e noi con lui.