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11 feb 2022

Virtual fitness, boom della ginnastica con la realtà virtuale a causa del Covid

Un settore che, si stima, varrà 60 miliardi di dollari entro il 2027

11 feb 2022
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Palestra a casa
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Palestra a casa

Roma, 11 febbraio 2022 - Complice la spinta degli allenamenti casalinghi innescati dalla pandemia sanitaria, ora anche il fitness entra nel mondo della realtà virtuale.

Si stima che il settore della virtual fitness - i cui gli allenamenti si svolgono in VR reality - sfiorerà quota 60 miliardi di dollari entro il 2027 con un cagr del 33,5% nei prossimi 5 anni. Con l'hashtag #virtualfitness su Instagram già si contano ben 204mila contenuti dedicati.

Alla ribalta sale così il crescente mercato degli avatar e dei «digital twins» che, in Italia, vedono in prima linea Igoodi, prima «avatar factory» italiana e una delle poche company al mondo specializzata nella creazione di avatar 3d fotorealistici e che sta investendo su avatar che creano una copia esatta del proprio corpo in formato 3d digitale integrata da un dataset completo delle proprie misure antropometriche, indici di massa ed analisi della body shape.

Uno «smart body» utile quindi per accedere a teleconsulenze con virtual trainer per programmi personalizzati di sport e benessere. L'introduzione degli avatar, insieme all'esplosione degli ambienti virtuali, promette anche di portare benefici dal punto di vista delle anamnesi e misurazioni da remoto. «Pensiamo, ad esempio, alla possibilità di inviare, prima di una sessione di allenamento da casa, il proprio avatar a un importante personal trainer o nutrizionista che si trova in una città o in un paese diverso da quello in cui ci troviamo: ciò conferisce l'opportunità al professionista di effettuare rilevazioni antropometriche direttamente su di esso, riducendo le tempistiche e anche gli spostamenti del cliente - sottolinea il personal trainer Riccardo Gaetti -. In secondo luogo, potrebbero nascere dei veri e propri 'centri fitness virtualì, all'interno dei quali, indossando un visore 3d, sarà possibile svolgere attività fisica senza abbandonare il salotto di casa. Per concludere, vedo anche un'utilità nell'utilizzo del proprio avatar in sovrapposizione a quello del coach per lo svolgimento di esercizi che, con alcune applicazioni presenti oggi, vengono svolti in maniera erronea».

Intanto sul mercato arrivano le app per il perfetto «virtual workout» casalingo. E si pensa ad applicazioni mirate anche per gli anziani, i quali possono allenarsi, sia dal punto di vista fisico sia mentale, e, allo stesso tempo, interagire con gli altri tramite l'esperienza di training condivisa. Intanto gli avatar ricoprono un ruolo sempre più centrale e significativo nel corso di questa fase storica prettamente virtuale. Ad esempio, in occasione dell'ultima edizione di CHI - Conference on Human Factors in Computing Systems, ovvero la serie di conferenze accademiche più prestigiosa nel campo dell'interazione uomo-computer, i partecipanti hanno pedalato su delle cyclette in tre sedute differenti, durante le quali, grazie a delle cuffie per la realtà virtuale, si sono trasformati in avatar all'interno di una fitness room immersiva. I ricercatori, per garantire ancora più precisione, hanno realizzato avatar di tre muscolature differenti in modo tale che ogni persona potesse effettuare lo sforzo atletico, indossando un corpo digitale diverso tra una sessione e l'altra.

Igoodi è la prima «avatar factory» made in Italy che sta facendo entrare il nostro Paese nel promettente mercato degli eventi «phygital» portando gli alter ego virtuali di persone reali ad accedere ad uno variegato mondo di beni e servizi: dal wellness agli e-sport, dal campo medico alla moda, senza che sia appunto necessaria la presenza fisica. La piattaforma tecnologica - che ha realizzato finora oltre 2mila scansioni fisiche tra showroom e laboratorio e la prima sfilata al mondo con «body identity» di modelle reali - permette di creare il proprio avatar, farlo vivere in un ambiente virtuale e metterlo in collegamento con le aziende sviluppando campi di applicazione praticamente infiniti.

Si può così provare un vestito direttamente su un sito di e-commerce, farsi cucire un abito su misura da un sarto o programmare una dieta inviando al medico una scansione a 360 gradi di sé stessi. A creare Igoodi un laureato in economia della Bocconi dal nome ingombrante: Billy Berlusconi, figlio di Paolo e nipote di Silvio. Prima il lavoro nel gruppo di famiglia, occupandosi di gestire le piattaforme media europee, poi una collaborazione con una società di servizi aeroportuali internazionale dove fornisce assistenza ai viaggiatori e si interessa alla tecnologia blockchain. Da queste esperienze nasce Igoodi, protagonista anche all'ultima Design Week di Milano con il suo avveniristico «uovo» The Gate, una cabina di scansione automatizzata con decine di fotocamere ad alta risoluzione che permettono di eseguire la scansione completa a 360 gradi della persona in pochi secondi. The Gate - premiato anche al Global Innovation a Tokyo con il primo premio nella categoria «Disruptive Social Innovation» -, nato in collaborazione con il Politecnico di Milano e l'Università di Verona, crea un avatar gestibile attraverso la piattaforma tecnologica e la app The Digital You. Due gli showroom, concept store rivolti inizialmente al b2b, con cui è possibile toccare con mano, anzi schermo, la tecnologia di Igoodi: a Milano, nella storica sede del quotidiano Il Giornale ed a Torino, dove è partner di Green Pea, la «cittadella» di Eataly nata al Lingotto.

 

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