Sulla scia dell’indebolimento del dollaro e dell’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Cina, gli investitori tornano a orientarsi verso i beni rifugio, come l’oro. Il metallo prezioso, dopo aver registrato la scorsa settimana il calo più consistente da marzo, prosegue dunque sulla via dei rialzi imboccata ieri e torna sopra la soglia dei 2mila dollari l’oncia per quanto riguarda i contratti spot.

A sostenere i prezzi del metallo prezioso è l’attesa per i verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve: secondo gli analisti, in particolare le indicazioni sull’inflazione possono essere negative per il dollaro e positive per l’oro. In rialzo anche gli altri metalli preziosi: l’argento sale dell’1,4% a 27,77 dollari l’oncia e il platino dell’1% a 958,17 dollari.