Timori sulla Cina fanno crollare l'Asia, Hong Kong -4% in Borsa

Le borse asiatiche chiudono in ribasso a causa della debolezza del mercato immobiliare cinese e delle spinte deflazionistiche. Anche i future su Wall Street e sull'Europa sono in calo. Preoccupazioni anche per l'economia cinese e i prezzi delle commodities. A Davos, parleranno i membri della Bce e la presidente Lagarde. Dagli USA arriveranno dati sulle vendite retail e la produzione industriale.

Borsa: Asia ko con i timori sulla Cina, Hong Kong -4%

Borsa: Asia ko con i timori sulla Cina, Hong Kong -4%

Le borse asiatiche hanno registrato una giornata negativa, con i listini cinesi in forte ribasso a causa di una serie di dati macroeconomici che hanno evidenziato la persistente debolezza del mercato immobiliare di Pechino e la presenza di spinte deflazionistiche. Nonostante una crescita del 5,2% nel 2023, in linea con l'obiettivo del governo di un Pil "attorno al 5%", le preoccupazioni sull'economia cinese non sono state placate. Hong Kong ha subito una perdita del 4%, Shenzhen del 2,4% e Shanghai del 2%. Anche Seul ha registrato un calo significativo del 2,5%, mentre Tokyo e Sydney hanno limitato i danni con una diminuzione dello 0,4% e dello 0,3% rispettivamente. I future su Wall Street e sull'Europa sono in ribasso, mentre i rendimenti dei Treasury stanno aumentando, poiché il mercato sta riducendo le aspettative di un taglio dei tassi, anche a causa della cautela espressa da Christopher Waller, membro della Fed. Nonostante la crescita del Pil, le preoccupazioni sull'economia cinese persistono a causa del calo accelerato dei prezzi delle nuove abitazioni a dicembre, della crescita delle vendite al dettaglio al di sotto delle aspettative e del deflatore del Pil, che nel quarto trimestre del 2023 è sceso dell'1,5%, registrando la sua più lunga flessione dal 1999. Queste preoccupazioni si riflettono anche sui prezzi delle commodities, con il petrolio Wti in calo dell'1% a 71,7 dollari e il Brent che cede lo 0,8% a 77,6 dollari, mentre l'oro arretra dell'1% a 2.020 dollari l'oncia. Nel corso della mattinata, il mercato aspetta il dato finale sull'inflazione dell'Eurozona a dicembre, dopo il preliminare del 2,9%, mentre a Davos parleranno Joachim Nagel e Klaas Knot, membri della Bce, e soprattutto la presidente Christine Lagarde. Nel pomeriggio, dagli Stati Uniti arriveranno i dati sulle vendite al dettaglio, la produzione industriale e le scorte di magazzino.
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