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23 mag 2022

L’atlante della mobilità dolce, il turismo lento prende piede

23 mag 2022
I siti Unesco italiani che saranno compresi nell’Atlante della mobilità dolce che metterà in evidenza, tra le altre cose, oltre 3mila stazioni ferroviarie, 900 borghi, 12mila chilometri di sentieri, 80 cammini, 1.650 aree protette (tra parchi naturali, oasi Wwf e aree marine) e 18mila chilometri di ci clovie e percorsi nel verde
Abbracciando lo slow tourism è possibile interpretare uno stile di vita sostenibile
I siti Unesco italiani che saranno compresi nell’Atlante della mobilità dolce che metterà in evidenza, tra le altre cose, oltre 3mila stazioni ferroviarie, 900 borghi, 12mila chilometri di sentieri, 80 cammini, 1.650 aree protette (tra parchi naturali, oasi Wwf e aree marine) e 18mila chilometri di ci clovie e percorsi nel verde
Abbracciando lo slow tourism è possibile interpretare uno stile di vita sostenibile

DA FENOMENO di nicchia per turisti esperti ad aspirazione di molti. È l’evoluzione dello slow tourism, il turismo sostenibile, nel nostro Paese: l’attenzione nei suoi confronti è quasi raddoppiata tra gli italiani dopo la pandemia. Secondo il sondaggio condotto da Omio, un’app di viaggio che permette di confrontare le offerte per pianificare vacanze e spostamenti, oggi ben 3,7 milioni di italiani sarebbero interessati a vivere o sperimentare questo nuovo modello di turismo. Più attenti al tema sarebbero le donne e, a livello generazionale, i giovani tra i 25 e i 35 anni. Questo "turista sostenibile" cerca il cibo biologico e i veicoli elettrici, preferisce alloggiare nei bed and breakfast piuttosto che nei grandi alberghi, predilige viaggi avventurosi con lo zaino in spalla a mete comode e ben servite. Lo slow tourism è l’ultima "declinazione" del fenomeno slow food, che ha preso piede in Italia grazie a Carlo Petrini a partire dalla metà degli anni Ottanta. Questo movimento culturale si è successivamente esteso a molti altri settori a cui è possibile applicare un approccio "lento", in controtendenza con la velocità che caratterizza l’accelerazione dei processi tipica della società contemporanea. Abbracciando lo slow tourism è possibile interpretare uno stile di vita sostenibile e, in concreto, applicare tutte le varianti di settore del fenomeno slow: ad esempio, scegliendo di consumare cibo prodotto da filiere slow food o facendo acquisti che premiano la filiera tessile slow fashion. Ma l’aspetto decisivo dello slow tourism è sicuramente la scelta di una mobilità "dolce", che si fonda sull’utilizzo di mezzi privi di combustione termica o comunque meno impattanti sull’ambiente: treni, biciclette, monopattini, oltre alle proprie gambe. Sotto questo profilo è interessante l’annuncio della realizzazione del primo "Atlante della mobilità dolce", promosso da RFI, la società del gruppo Ferrovie dello Stato italiane che gestisce le reti, e dalle ...

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