Lunedì 17 Giugno 2024

Aumenti di 200 euro per un milione di lavoratori di bar, pub e ristoranti: rinnovato il contratto

Siglata l’intesa fra sindacati e associazioni di categoria che rappresentano 333mila aziende del settore

Roma, 5 giugno 2024 – Duecento euro (medie) di aumento, l’innalzamento del contributo aziendale per il fondo sanitario e misure di contrasto delle violenze di genere. Sono alcuni dei punti ritenuti, dai sindacati, più qualificanti.

Rinnovato il contratto nazionale di pubblici esercizi e ristorazione collettiva
Rinnovato il contratto nazionale di pubblici esercizi e ristorazione collettiva

E’ stata infatti siglata l’intesa di rinnovo del Contratto nazionale Pubblici Esercizi, Ristorazione Collettiva, Commerciale, e Turismo applicato ad oltre un milione di lavoratrici e lavoratori delle 333mila aziende del settore.

"Al termine di una lunga e articolata trattativa, e dopo numerose iniziative di mobilitazione culminate nello sciopero nazionale del 22 dicembre 2023, i sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno siglato, con le associazioni datoriali Fipe Confcommercio, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Agci Servizi, l’ipotesi di accordo del Contratto Collettivo nazionale scaduto il 31 dicembre 2021”, annunciano i sindacati.

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L’intesa, che entra in vigore dal 1° giugno 2024 con scadenza al 31 dicembre 2027, definisce un aumento contrattuale a regime di 200 euro al 4° livello, da riparametrare per gli altri. La prima tranche di aumento salariale di 50 euro sarà corrisposta con la retribuzione del mese di giugno 2024; seguiranno altre 4 tranche di 40, 40, 30 e 40 euro.

Previsto l’aumento di 3 euro del contributo per l’assistenza sanitaria integrativa Fondo EST a carico delle aziende a partire dal 1° gennaio 2027.

Sulla classificazione del personale è stato rivisto l’impianto esistente, aggiornando le figure professionali rispetto all’evoluzione dei vari comparti.

In relazione alla richiesta sindacale di specificare, per le addette mense, il passaggio dal 6° livello al 6° super, dopo lungo confronto, le parti hanno confermato l’automatismo del passaggio, rivedendone le tempistiche.

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Alcuni interventi sono previsti sulle politiche di genere; inserite per la prima volta nell’articolato normativo le misure di contrasto alle molestie e violenze nei luoghi di lavoro, prevedendo percorsi di formazione e informazione, tra i quali un’ora di assemblea retribuita dedicata e aggiuntiva. Previsti, poi, ulteriori 90 giorni di Congedo retribuito al 100% per le donne vittime di violenza di genere, in aggiunta ai novanta previsti dalla Legge, definita la possibilità di essere trasferiti in altre sedi di lavoro e di essere escluse da turni disagiati.

Rivisitati aggiornandoli alle norme di legge, gli articolati riferiti ai congedi di maternità e paternità obbligatori e facoltativi, migliorando l’articolato esistente, anche in riferimento alle pari opportunità e alla parità di genere. Per le lavoratrici e i lavoratori part time è stato confermato un esame congiunto volto al consolidamento del lavoro supplementare svolto in maniera continuativa.

Il contratto riguarda:

  • bar
  • ristoranti
  • trattorie
  • pizzerie
  • pub
  • mense scolastiche ospedaliere e aziendali
  • grandi aziende della ristorazione commerciale multi localizzata
  • imprese della ristorazione collettiva
  • cooperative della ristorazione
  • stabilimenti balneari
  • discoteche
  • sale giochi

“Un risultato rilevante ottenuto dopo un negoziato articolato e complesso, sostenuto anche con la mobilitazione” dichiarano i rappresentanti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, sottolineando “l'importanza di aver rinnovato il Contratto nazionale, definendo significativi aumenti salariali e positive modifiche normative, respingendo richieste di scambio diritti/salario. Una conquista importante per le lavoratrici e i lavoratori che riafferma la centralità e unicità del Contratto nazionale”.

Le organizzazioni sindacali rimarcano che “questo rinnovo manda un chiaro segnale anche alle aziende aderenti ad ANIR e ANGEM, perché riconosce la specificità del comparto e le chiama a una assunzione di responsabilità, in mancanza della quale il sindacato continuerà a mettere in campo le iniziative di lotta necessarie a tutelare il giusto riconoscimento del Contratto rinnovato a tutte le lavoratrici e ai lavoratori”.

Paolo Andreani, segretario generale Uiltucs: “200 euro sui minimi retributivi: il giusto modo per difendere il salario dall’inflazione e per far ripartire la stagione turistica. Un contratto più vicino che mai alle esigenze delle lavoratrici e lavoratori e un modello che conferma la nostra idea di contrattazione come risposta ai bisogni delle persone”.

Stefano Franzoni, segretario generale aggiunto Uiltucs e responsabile del settore: “Un rinnovo che ci auguriamo possa far ripartire la stagione contrattuale di tutto il settore del turismo. Un contratto moderno che guarda al futuro: l’aggiornamento dei profili professionali, l’attenzione per alcuni temi del lavoro come il contrasto al lavoro povero e la lotta all’inflazione, in un contesto generale in forte movimento come quello attuale, hanno reso possibile l’intesa”.

“Il rinnovo di questo Ccnl, che rappresenta il terzo contratto di lavoro più applicato nel nostro paese dopo quello del terziario e del settore metalmeccanico – ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe-Confcommercio – rappresenta un risultato importante in vista dell'ormai imminente avvio della stagione estiva. Aver sottoscritto il contratto in questo contesto, dopo i danni delle tante recenti emergenze, è segno di responsabilità sociale, capacità di visione, competenza tecnica e coraggio di tutte le parti presenti al tavolo negoziale. Il contratto di lavoro costituisce un presidio di legalità per operare in un mercato con regole chiare, migliorare la qualità dei servizi resi alla collettività e dare maggiori tutele ai lavoratori. Dopo aver subito lo shock del post pandemia – ha concluso – il settore si sta riprendendo e questo è un segnale importante per contribuire a rafforzare l'attrattività di un ambito produttivo che, con oltre 54 miliardi di euro di valore aggiunto, costituisce uno dei settori strategici e di punta del Made in Italy”.