Cresce anche in Toscana il ruolo dei Confidi nell’era Covid. Questi, accanto alle garanzie bancarie, hanno accelerato sui finanziamenti diretti, per dare ossigeno alle piccole e medie imprese del territorio, messe a dura prova a causa della grave crisi economica e sanitaria del Covid-19. Il caso più emblematico è quello di Artigiancredito, il più grande consorzio fidi italiano, con sede a Firenze e fresco di incorporazione di Unifidi Emilia Romagna (116mila soci, oltre 1 miliardo di stock di garanzie in essere e fondi propri per 100 milioni di euro, i numeri complessivi), che in questi mesi ha erogato 7 milioni di prestiti diretti (attingendo dal proprio patrimonio) alle Pmi toscane, ed avallato garanzie sui finanziamenti per 408 milioni (+17% rispetto al 2019), per un valore medio di 89mila euro.

"Per rispondere nel migliore dei modi alle tante richieste di aiuto che ci sono arrivate durante i mesi del lockdown abbiamo deciso, per la prima volta, di offrire direttamente liquidità alle imprese – spiega il presidente di Artigiancredito, Fabrizio Campaioli (nella foto) –. È stata una scelta coraggiosa, ma necessaria, perché in molti casi i consorzi di garanzia fidi sono rimasti l’unico presidio effettivo per le imprese, sul territorio, e quindi gli unici in grado di assistere la platea di soggetti di piccole dimensioni, che non rappresentano una priorità per buona parte del sistema bancario".

Nel periodo gennaio-settembre 2020 Artigiancredito ha deliberato, nello specifico, 4.561 garanzie su finanziamenti bancari (+ 14,5%), alle quali si aggiungono le 230 operazioni di prestiti diretti, erogati tra aprile e settembre. Nel complesso, quindi, il consorzio ha approvato quasi 60 milioni di garanzie e prestiti in più, rispetto allo stesso periodo del 2019. Un record che spinge Artigiancredito ad alzare ulteriormente l’asticella, ampliando il raggio di operatività tramite il reperimento sul mercato di ulteriore liquidità, per poter proseguire il lavoro di supporto alle aziende in difficoltà. Quello che però serve adesso è una ridefinizione normativa del ruolo dei Confidi, che si stanno spostando sempre più dal mercato della garanzia al ruolo di ‘banche del territorio’, per esempio tramite l’erogazione di finanziamenti in via diretta alle imprese.

"È necessario intervenire sulla normativa, per ampliare il perimetro di operatività dei Confidi che ne riconosca i meriti e l’importante ruolo all’interno della filiera del credito, poiché senza questi soggetti appare sempre più difficile mettere in campo un adeguato e capillare flusso di risorse per quelle piccole realtà, ma non solo, che in questo particolare contesto hanno bisogno di liquidità per proseguire il loro lavoro", conclude Campaioli.