L’utilizzo delle carte contactless, quelle che non hanno bisogno della classica strisciata, è salito del 67%
L’utilizzo delle carte contactless, quelle che non hanno bisogno della classica strisciata, è salito del 67%

di Andrea Telara

Circa 270 miliardi di euro ogni anno, in crescita dell’11% rispetto ai 12 mesi precedenti. È il valore complessivo delle transazioni di denaro che avvengono ogni anno in Italia attraverso le carte elettroniche, cioè con il bancomat, le prepagate o le più classiche credit card, senza utilizzare neppur un centesimo di contante.

I dati sono frutto delle rilevazioni del Politecnico di Milano, attraverso i suoi Osservatori sulla Digital Innovation, che ormai da molti anni rilevano un trend che appare irreversibile. Nel nostro Paese, dalle Alpi alla Sicilia, la moneta liquida sta progressivamente lasciando spazio a nuovi strumenti di pagamento digitale, non soltanto alle carte di plastica ma anche a mezzi un po’ più sofisticati come le app degli smartphone, i telefonini di nuova generazione.

A ben guardare, gli ultimi dati del Politecnico sono aggiornati alla fine del 2019 ma di sicuro nel 2020 la tendenza non è cambiata. Anzi, è molto probabile che si sia notevolmente rafforzata visto che nella primavera scorsa milioni di nostri connazionali sono rimasti chiusi in casa per il lockdown e hanno fatto largo uso dell’e-commerce, il commercio elettronico via Internet dove l’utilizzo del contante è letteralmente impossibile. Oltre ad aumentare il valore totale degli acquisti con carta elettronica, infatti, lo scorso anno è cresciuto notevolmente pure il numero di transazioni pro capite eseguite da ogni consumatore: erano 71 nel 2018 e sono salite a 83 nel 2019. Tra i pagamenti effettuati con strumenti elettronici, continuano a crescere quelli con le cosiddette contactless, cioè le carte che permettono di saldare il conto del negozio in modo ultra-rapido, avvicinandole ai terminali dei negozi, senza effettuare la classica strisciata.

Nello specifico, il valore degli acquisti con le contactless ha superato nel 2019 la soglia dei 63 miliardi di euro, contro i 40,5 miliardi del 2018. Anche il numero di operazioni svolte con questo tipo di carte è salito molto, a un ritmo del 67% all’anno, superando la soglia di 1,5 miliardi nell’arco di soli 12 mesi. Ma non sono soltanto le carte bancomat o le credit card a trainare il business dei pagamenti digitali. Oggi la nuova frontiera è rappresentata infatti dagli acquisti saldati attraverso mezzi più innovativi come appunto gli smartphone o altri dispositivi ultra avanzati come gli smartwatch, gli orologi da polso le cui funzioni vanno ben oltre la semplice indicazione dell’ora, essendo collegabili al telefonino e alla rete di Internet. Sempre secondo i ricercatori del Politecnico, lo scorso anno i pagamenti effettuati nei negozi con gli smartphone (classificati dagli addetti ai lavori come "mobile payment") hanno raggiunto un valore di 1,83 miliardi, ripartiti su 58 milioni di transazioni. Nel giro di 12 mesi, gli analisti hanno rilevato che il numero di italiani che fanno acquisti nei negozi con lo smartphone è addirittura triplicato, raggiungendo i 3 milioni di persone. In notevole crescita anche i pagamenti effettuati con il telefonino al di fuori dei negozi, ad esempio per comprare il biglietto del treno, dell’autobus o per pagare le utenze domestiche. Lo scorso anno il valore delle transazioni di questo tipo ha sfiorato la soglia di 1,24 miliardi di euro, con una crescita tendenziale del 29% in 13 mesi. A farla da padrone, con un valore complessivo di 590 milioni di euro, sono state le ricariche telefoniche, seguite dai pagamenti per i servizi di mobilità, che hanno superato i 325 milioni (+57%). Non trascurabile il valore dei pagamenti con smartphone che riguardano bollette e bollettini (205 milioni di euro, +33%), grazie soprattutto all’introduzione di servizi per effettuare i versamenti alla pubblica amministrazione.

I pagamenti attraverso gli smartwatch e altri dispositivi wearable (cioè indossabili al pari degli orologi), hanno toccato lo scorso anno i 70 milioni di euro. Si tratta di una cifra ancora modesta nel mare magnum di tutte le transazioni digitali ma, come fanno notare gli analisti del Politecnico di Milano, i servizi sugli smartwatch stanno comunque muovendo i primi passi sul mercato. Quando tali dispositivi entreranno nelle abitudini degli italiani, è probabile che anche gli orologi diventeranno anche un veicolo molto diffuso anche per saldare il conto nei negozi o nei supermercati o per svolgere qualsiasi altra transazione in denaro. La strada da compiere verso la conversione alla moneta elettronica, però, appare ancora lunga: secondo le statistiche, infatti, l’Italia è solo al 23esimo posto in Europa (su un totale di 27 paesi Ue) per grado di utilizzo dei pagamenti digitali.