Francesco Starace, 65 anni, amministratore delegato di Enel dal 2014
Francesco Starace, 65 anni, amministratore delegato di Enel dal 2014
Produrre benzina dall’aria e dall’acqua. È il progetto di un pool di aziende in Cile, fra le quali l’italiana Enel. L’anno prossimo una fabbrica comincerà a produrre questa e-benzina, chiamata così perché a zero emissioni. Il progetto si chiama Haru Oni, e coinvolge la tedesca Siemens, per la tecnologia; l’Enel, che si occupa di energia eolica e idrogeno verde; le società cilene dell’elettricità Ame e del petrolio Enap; la casa automobilistica Porsche, che...

Produrre benzina dall’aria e dall’acqua. È il progetto di un pool di aziende in Cile, fra le quali l’italiana Enel. L’anno prossimo una fabbrica comincerà a produrre questa e-benzina, chiamata così perché a zero emissioni. Il progetto si chiama Haru Oni, e coinvolge la tedesca Siemens, per la tecnologia; l’Enel, che si occupa di energia eolica e idrogeno verde; le società cilene dell’elettricità Ame e del petrolio Enap; la casa automobilistica Porsche, che testerà il nuovo carburante. Il governo tedesco partecipa con un finanziamento di 8 milioni di euro. La fabbrica è in costruzione a Cabo Negro, nella Patagonia cilena. L’anno prossimo comincerà a produrre 130mila litri di e-benzina all’anno, per passare a 55 milioni nel 2024 e 550 nel 2026.

Ma come si ricava carburante dall’acqua e dall’aria, senza emissioni di gas serra? Per prima cosa, si produce idrogeno verde. Si scinde l’acqua in idrogeno e ossigeno, con un processo chiamato elettrolisi, utilizzando energia dal vento, che in Patagonia non manca ed è sempre fortissimo. Una centrale eolica fornisce energia pulita alla fabbrica, per produrre idrogeno senza emettere CO2. Il passaggio successivo è il più innovativo: ancora sperimentale, ma potenzialmente rivoluzionario.

Dall’atmosfera, viene prelevata l’anidride carbonica, il principale gas serra, prodotto in gran parte dall’uomo attraverso l’uso di combustibili fossili. La CO2 viene combinata con l’idrogeno e produce metanolo, detto e-metanolo perché prodotto senza emissioni. Dall’e-metanolo, con un’ulteriore lavorazione si arriva alla e-benzina, che può essere bruciata nei tradizionali motori endotermici, con due vantaggi: ha zero emissioni nette, perché l’anidride carbonica che emette era stata tolta dall’atmosfera, e non produce ossido di zolfo e biossido di azoto, sostanze nocive per la salute prodotte dai carburanti fossili.

Dall’e-metanolo poi, si possono ricavare anche e-gasolio per camion, autobus e navi, ed e-cherosene per gli aerei. E sono queste le applicazioni più interessanti per la decarbonizzazione. Mentre per le auto oramai i motori elettrici sono competitivi, per i mezzi pesanti e i velivoli le batterie sono ancora troppo pesanti. Gli e-carburanti permettono di eliminare le emissioni di gas serra di questi mezzi, senza dover cambiare i mezzi stessi.

red. eco.