Ricucire lo strappo del Coronavirus con una ricetta economica innovativa, senza tornare allo status quo prima della crisi pandemica, ma puntando con più decisione verso gli obiettivi di neutralità climatica, transizione energetica e abbandono dei combustibili fossili. È questa l’idea che ha guidato la Commissione europea nel lancio del suo piano per la ripresa economica post-Covid, piano che prevede di mobilitare oltre 1.800 miliardi di euro in ‘potenza di fuoco finanziaria’, grazie al nuovo strumento di sostegno battezzato Next Generation EU e al potenziamento del budget pluriennale 2021-2027. "Non dobbiamo rimbalzare indietro, ma avanti", auspica la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (nella foto).

Al centro del piano c’è il Green Deal europeo, cioè la strategia con cui Bruxelles punta ad azzerare le emissioni nette di CO2 al 2050, grazie a una radicale trasformazione dell’economia europea, che comporta massicci investimenti nelle fonti rinnovabili, nell’efficienza energetica, nei trasporti a basso impatto ambientale, nella riqualificazione degli edifici e nelle pratiche agricole sostenibili, in un’ottica di economia circolare. Il pilastro economico del Green Deal è costituito dal Sustainable Europe Investment Plan, che si prefigge di mobilitare almeno mille miliardi di euro in investimenti pubblici-privati nei prossimi dieci anni. Ma da dove arriveranno tutti questi soldi?

Nonostante l’uscita del Regno Unito dall’Ue al 31 dicembre 2020, la proposta della Commissione prevede un rafforzamento del bilancio pluriennale dell’Unione 2021-2027, in discussione proprio in questi mesi, che dovrebbe raggiungere circa 1.100 miliardi di euro cumulati, rispetto ai 960 miliardi di euro del settennato precedente. Il bilancio pluriennale, inoltre, verrà posto a garanzia dell’emissione una tantum di titoli comuni europei per un valore pari a 750 miliardi di euro, il famoso NextGenerationEU, da distribuire agli Stati membri per far fronte alla crisi in corso. "Il 37% di NextGenerationEU sarà speso direttamente per i nostri obiettivi del Green Deal europeo", ha annunciato Ursula von der Leyen in occasione del lancio del piano.

Il bilancio pluriennale dell’Ue 2021-2027, a sua volta, metterà a disposizione del Green Deal circa metà della cifra complessiva, 503 miliardi di euro, cui andranno aggiunti circa 25 miliardi provenienti dai fondi legati al mercato europeo dei crediti di carbonio (Emissions Trading Scheme). Un ruolo decisivo sarà affidato al programma InvestEU, che punta a mobilitare altri 279 miliardi in dieci anni, lavorando anche in stretta collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, che ha recentemente deciso di bloccare tutti i finanziamenti alle fonti fossili. InvestEU destinerà almeno il 30% degli investimenti mobilitati a progetti relativi all’ambiente e al clima, contribuendo al Meccanismo per una transizione giusta, tramite un nuovo regime specifico volto a mobilitare 45 miliardi di euro di investimenti sostenibili nelle regioni penalizzate dalla transizione.

Mentre la macchina europea si sta mettendo in moto per finanziare il rilancio verde dell’economia continentale, l’Italia è in cerca di idee per inserirsi con progetti efficaci in questo processo. Nel piano del governo per il Recovery Fund (un altro nome del NextGenerationEU) ci sono 9 miliardi per realizzare il Piano energia clima del governo, che dovrebbero rianimare lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia, stimolare nuovi investimenti nella mobilità elettrica, con l’installazione di migliaia di punti di ricarica veloce nei benzinai, spingere lo sviluppo delle smart grid e favorire la nascita delle comunità energetiche. Poi ci sono 30 miliardi per la proroga del Superbonus del 110% nel periodo 2022-2024 a favore dell’edilizia. C’è un miliardo per la strategia sull’idrogeno, volta a sviluppare impianti di produzione di idrogeno da fonti rinnovabili di taglia commerciale, utilizzando aree industriali dismesse da riconvertire alle energie green. E ci sono anche 5 miliardi per un piano di rilancio della siderurgia sostenibile.

Elena Comelli