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27 giu 2022

Bce e Fed, le banche centrali sono quelle che fanno il mercato

27 giu 2022
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Economia

di Davide

Biocchi

MERCATI e banche centrali. Spesso si sente parlare dell’impatto delle banche centrali, come Bce (in basso, la presidente Christine Lagarde) e Fed, sui mercati finanziari. In effetti, a far data dal fallimento della Lehman Brothers, esse hanno assunto un ruolo sempre crescente nel supervisionare i mercati, per perseguire una maggiore stabilità degli stessi. Questa crescente ‘ingerenza’, prese il via in seguito ai forti ribassi e la grande volatilità conseguenti la crisi dei mutui subprime, che arrivò al suo apice proprio col fallimento della banca d’affari statunitense. Da quel momento, il loro già significativo impatto sulla finanza globale, crebbe sempre di più. Esse infatti, per sostenere e stabilizzare i mercati, hanno iniettato nel sistema finanziario, per anni, una enorme quantità di denaro, di cui i mercati, sin da subito, non hanno più saputo fare a meno. Il climax fu raggiunto col Covid-19, quando per evitare che allo stop&go delle economie si sommasse anche una crisi finanziaria, potenzialmente senza precedenti, i mercati furono inondati di ancora maggiore liquidità.

L’effetto, inizialmente molto positivo, si è portato dietro effetti collaterali con cui combattiamo tuttora. Infatti, quell’esuberante liquidità ha dapprima spinto obbligazionario, Borse e altri asset verso clamorose bolle rialziste, adesso però il parziale drenaggio della stessa sta dando vita a un processo opposto. Le banche centrali, in ottemperanza al proprio mandato di perseguire la stabilità dei prezzi, sono infatti ora costrette a combattere l’inflazione a suon di rialzi dei tassi e attuando la temuta stretta monetaria. Questo mutato atteggiamento picchia duro sui mercati, facendo sgonfiare la bolla obbligazionaria e spingendo le Borse in discesa libera, verso una conclamata fase orso (cioè ribassista). Molti investitori sono attoniti, perché faticano a capacitarsi che la discesa di oggi dipenda dalla fine della politica espansiva degli istituti centrali, ora focalizzati a drenare una parte di quanto pompato a suo tempo, per contenere l’inflazione. Il ritorno alla dura realtà (hard landing) fa male agli operatori, che dopo oltre 10 anni di ‘doping finanziario’ e borse quasi sempre e solo a rialzo, sono già in astinenza di aiuti dal sistema. Forse sperimenteremo una recessione indotta da queste politiche monetarie, poi la banche centrali torneranno espansive e allora il trend potrebbe cambiare di nuovo. Queste istituzioni sono infatti inevitabilmente destinate a rimanere i principali market mover con le loro policy monetarie.

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