STRATEGIE E CONSIGLI DELL’ESPERTO Sopra Alberto Zorzi, responsabile della Direzione Investimenti di Arca Fondi: «Guarderei a una diversificazione che comprenda anche i Pir e la previdenza integrativa»
STRATEGIE E CONSIGLI DELL’ESPERTO Sopra Alberto Zorzi, responsabile della Direzione Investimenti di Arca Fondi: «Guarderei a una diversificazione che comprenda anche i Pir e la previdenza integrativa»
FIN DALL’INIZIO della pandemia era stata fatta la scelta di consigliare alla clientela una diversificazione dei portafogli che prevedesse un aumento degli investimenti nell’azionario. E la corsa delle Borse di questi mesi ha confermato quanto fosse corretta la strategia di Arca Fondi. Ma adesso investire, con un maggiore grado di rischio, nell’equity rappresenta ancora l’opzione migliore? "Prima di rispondere a questa domanda vorrei ricordare quello che è successo dallo scoppio della pandemia – spiega Alberto Zorzi, responsabile della Direzione Investimenti di Arca Fondi –. Un...

FIN DALL’INIZIO della pandemia era stata fatta la scelta di consigliare alla clientela una diversificazione dei portafogli che prevedesse un aumento degli investimenti nell’azionario. E la corsa delle Borse di questi mesi ha confermato quanto fosse corretta la strategia di Arca Fondi. Ma adesso investire, con un maggiore grado di rischio, nell’equity rappresenta ancora l’opzione migliore? "Prima di rispondere a questa domanda vorrei ricordare quello che è successo dallo scoppio della pandemia – spiega Alberto Zorzi, responsabile della Direzione Investimenti di Arca Fondi –. Un anno e mezzo nel quale, grazie alle politiche fiscali e monetarie espansive di governi e banche centrali nonché alle politiche sanitarie poste in essere è stata favorita la ripresa delle economie mondiali e quindi la crescita di ricavi e utili delle aziende, con riflessi positivi sui valori dei titoli delle società quotate".

Consigliare, come ha fatto Arca Fondi, di aumentare nei portafogli la componente azionaria è stato quindi premiante per i vostri clienti?

"Certamente guardando ai massimi toccati dalle principali Borse mondiali. In questo anno e mezzo le migliori performance sono state quelle azionarie, le peggiori quelle dei titoli governativi e in mezzo troviamo i corporate bond delle società".

Adesso qual è la vostra strategia?

"Riteniamo che anche nei prossimi mesi le migliori soddisfazioni a livello di rendimento possano ancora derivare dal comparto azionario rispetto all’obbligazionario, nonostante si debba tenere conto di due incognite".

Quali?

"L’aumento dell’inflazione con la corsa dei prezzi delle materie prime e dell’energia e la quarta ondata di una pandemia che purtroppo non sembra ancora vinta. Queste incognite, pur consigliando prudenza, non pensiamo però siano tali da modificare radicalmente lo scenario, salvo eventi ora non prevedibili".

I vostri clienti hanno beneficiato della scelta di puntare in questa fase di mercato sugli investimenti azionari?

"Abbiamo notato un aumento della raccolta dei nostri fondi azionari, ma al contempo anche un flusso continuo verso profili a basso rischio e obbligazionario soprattutto da parte di quei risparmiatori che, sebbene viviamo nella stagione dei tassi zero o negativi, sono rimasti ancorati alla filosofia dei Bot people, un passato che non c’è più".

Un ultimo consiglio di investimento?

"Partendo dalle precedenti considerazioni e sulle aspettative di un’economia che nel 2022 a livello mondiale dovrebbe crescere di oltre il 4%, guarderei a una diversificazione che comprenda anche i Piani individuali di risparmio (Pir) che investono, godendo di importanti benefici fiscali, nelle piccole e medie imprese italiane. Inoltre, non trascurerei la previdenza integrativa che, attraverso versamenti ripetuti anche di piccoli importi, iniziando da giovani, consente di accumulare un capitale sfruttando i vantaggi fiscali, per garantirsi un’anzianità economicamente serena".