DAL 1987 in poi ha fatto dell’innovazione il fulcro della propria attività. E, oggi, è considerata una delle aziende all’avanguardia nel settore dell’intelligenza artificiale. Si tratta di Mathema Srl, nata e cresciuta a Firenze che conta oggi un fatturato di circa un milione di euro. A crearla, un team di ingegneri, informatici e statistici che hanno deciso di scommettere sull’informatica sin da quando non era ancora così chiaro che sarebbe stata il futuro. "I nostri primi lavori – spiega Alessandro Bellini, vicepresidente di Mathema – sono stati per il ministero dell’Interno e degli Affari esteri. Ci siamo specializzati nella gestione del voto degli italiani all’estero, che richiede procedure di grande complessità. Ancora oggi continuiamo a operare in questo campo, che rappresenta una parte importante del nostro lavoro". Ma, di innovazione in...

DAL 1987 in poi ha fatto dell’innovazione il fulcro della propria attività. E, oggi, è considerata una delle aziende all’avanguardia nel settore dell’intelligenza artificiale. Si tratta di Mathema Srl, nata e cresciuta a Firenze che conta oggi un fatturato di circa un milione di euro. A crearla, un team di ingegneri, informatici e statistici che hanno deciso di scommettere sull’informatica sin da quando non era ancora così chiaro che sarebbe stata il futuro. "I nostri primi lavori – spiega Alessandro Bellini, vicepresidente di Mathema – sono stati per il ministero dell’Interno e degli Affari esteri. Ci siamo specializzati nella gestione del voto degli italiani all’estero, che richiede procedure di grande complessità. Ancora oggi continuiamo a operare in questo campo, che rappresenta una parte importante del nostro lavoro". Ma, di innovazione in innovazione, Mathema è andata oltre, specializzandosi in intelligenza artificiale.

Un settore nel quale, ancora una volta, l’azienda ha iniziato a operare quando ancora pochissimi conoscevano il tema. "È un’attività che abbiamo avviato all’inizio degli anni ’90 – spiega ancora ancora Bellini – realizzando le prime reti neurali. Al tempo sembrava un tema astratto e con poche applicazioni pratica. Adesso, invece, riusciamo a tradurlo in azioni concrete". Un esempio? Mathema ha elaborato un sistema che, tramite una procedura di "deep learning" (il metodo di allenamento dell’intelligenza artificiale) riesce a imitare lo stile pittorico di Leonardo da Vinci. In pratica, il cervellone elettronico "allenato" da Mathema è in grado di prendere un ritratto fotografico e di trasformarlo in un’immagine simile a un’opera leonardiana. "Esistono altri sistemi analoghi – spiega Stefano Masini, responsabile ricerca intelligenza artificiale – ma il nostro è straordinariamente preciso e complesso. Si basa su una rete neurale che ha 420 milioni di parametri, in grado di riprodurre anche il chiaroscuro e dettagli assenti o rari nei dipinti di Leonardo, come gli occhiali, il sorriso o la barba". Il progetto "Da Vinci Face" ha prima di tutto un valore scientifico, perché serve a misurare l’efficacia dell’intelligenza artificiale. Ma porterà anche a un sito web che farà gratuitamente ritratti in bassa risoluzione e, a pagamento, anche in alta. Un ultimo progetto in corso in questi mesi è "Homeum", parola nata dalla fusione di "home" (casa) e "museum" (museo).

In collaborazione con la Regione Toscana e con alcune realtà museali prevede l’elaborazione di un programma per mettere a disposizione dei privati alcune opere presenti nei magazzini dei musei stessi. Grazie al progetto, rispettando determinati requisiti, sarà possibile per i privati noleggiarle. "Il ruolo di Mathema in questo progetto – spiega Stefano Cuomo, responsabile innovazione – è gestire il server e usare l’intelligenza artificiale per consigliare le opere sia in base alle stanze che le ospiteranno che ai gusti dell’utente, analizzati grazie alla cronologia di navigazione". Fra gli altri progetti di Mathema, l’elaborazione di un modello di previsione dei consumi di acqua per le famiglie e uno dedicato invece al calcolo della produzione di Co2. L’azienda, in collaborazione con l’Università La Sapienza, sta inoltre lavorando all’uso dei blockchain, come strumento per verificare il rispetto dei tempi nelle manutenzioni dei grandi ospedali. Un’ulteriore applicazione riguarda l’interpretazione visiva documenti da parte di un computer: in questo caso il sistema, dopo la scannerizzazione, è in grado di estrarre le formazioni richieste, archiviandole in un database. Un metodo che ricalca i cosiddetti Ocr (i sistemi di riconoscimento ottico dei caratteri) ma che, grazie all’intelligenza artificiale, raggiunge un’efficacia e una precisione maggiori. Ultima, ma non per importanza, la "cyber security" domestica. "In questo caso – conclude Stefano Masini – interveniamo con l’intelligenza artificiale contro altre intelligenze artificiali, che sono ormai protagoniste del 90% degli attacchi hacker, mirati non solo ai nostri computer, ma anche ai dispositivi domestici: dalle telecamere di videosorveglianza, ai sistemi di allarme, fino ai frigoriferi". Una guerra delle macchine contro le macchine, insomma, a difesa della privacy e della sicurezza delle persone.