28 mar 2022

La rincorsa dei big e di una start up

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La rincorsa dei big e di una start up

L’EUROPA sta diventando il secondo mercato di auto elettriche dopo la Cina, con una domanda di 7-800 gigawattora di batterie prevista entro il 2030. Mentre Tesla entra a gamba tesa nel mercato europeo con la più grande fabbrica di auto elettriche e di batterie del continente, le altre compagnie automobilistiche cercano di rincorrerla. Al momento, a parte Tesla, solo due grandi fabbriche di batterie sono operative in Europa: una a Breslavia, in Polonia, gestita dalla coreana LG, e un’altra di proprietà della coreana Samsung vicino a Budapest, in Ungheria. Ma ce ne sono altre 25 in progetto entro il 2030, di cui nove di proprietà di produttori asiatici, che controllano la maggior parte della fornitura globale. Si distingue in questa rincorsa Northvolt, una startup scandinava che ha sfornato già a fine 2021 le sue prime batterie agli ioni di litio in uno stabilimento nel Nord della Svezia.

Su questa piccola azienda fondata da due manager ex-Tesla, Peter Mikael Carlsson e Paolo Cerruti, si concentrano le speranze dell’industria europea di ritagliarsi una grossa fetta del mercato continentale delle batterie e di indebolire la morsa creata dai produttori in Cina, Giappone e Corea. La fabbrica svedese di Skellefteå dovrebbe essere infatti la prima di una lunga serie di impianti di proprietà europea a produrre batterie al litio su scala da gigafactory. Northvolt, partecipata al 20% da Volkswagen, spera di espandere rapidamente la produzione nello stabilimento di Skellefteå, per produrre almeno 60 gigawattora all’anno, sufficienti per fornire batterie a un milione di auto elettriche. La startup vanta già contratti del valore di 30 miliardi di dollari con grandi case automobilistiche europee, tra cui Bmw, Volkswagen, Volvo, il produttore di camion Scania e la società di accumulo di energia Fluence. In base alle previsioni degli analisti di settore, la capacità di produzione europea è destinata ad arrivare a 460 gigawattora nel 2025 (sufficiente per circa 8 milioni di auto elettriche a batteria) e 730 gigawattora nel 2030. Ma il grosso degli investimenti resta appannaggio degli asiatici, con la cinese Catl in Germania, le coreane LG in Polonia e Samsung in Ungheria e Austria.

Elena Comelli

© Riproduzione riservata

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