25 apr 2022

Un master a ritmo della discografia

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Un master a ritmo della discografia

INGRESSO di grandi fondi di investimento, attenzione per le nuove frontiere della creazione digitale, come gli NFT, ma anche riscoperta di un supporto tornato prepotentemente di moda, come il vinile, oltre ai risultati straordinari, complice anche il lungo periodo di isolamento per il virus, delle piattaforme per la fruizione della musica on line È un periodo di frenesia per l’industria musicale internazionale, quello attuale, caratterizzato non solo degli scambi economici per la compravendita dei diritti delle superstar del rock, ma anche di concerti tutto esaurito, nuovi festival, etichette indipendenti alla conquista delle classifiche. A questo corrisponde, ovviamente, una ricerca di figure professionali capaci di organizzare e di affrontare un mercato per il quale, sempre di più,è prevista una formazione specifica.

Così il Dipartimento della Arti dell’Università di Bologna ha attivato, dallo scorso anno accademico, un master, unico in Italia, per la produzione e la promozione della musica. Una esperienza di didattica che vuole fornire tutti gli strumenti utili per trasformare il fare musica in un lavoro, creando, ed è questo l’aspetto più rilevando, una rete fitta di realtà molto diverse tra loro che hanno scelto di sostenerla, sia trasmettendo agli allievi le loro conoscenze, sia ospitandoli per gli stage una volta terminato il corso. Introdotto, per la prima edizione, da una ‘lectio magistralis’ di Filippo Sugar, che, con la mamma Caterina Caselli (assieme nella foto in basso), dirige la casa discografica Sugar Music dalla quale sono usciti artisti come Elisa e Negramaro, e nomi nuovi di grande successo come Madame, il master combina gli insegnamenti di taglio più accademico con la presenza di professionisti che trasformano le aule in laboratori dove definire nuove strategie. In ambiti differenti. Hanno accettato di essere parte di questo esperimento molte aziende sia cittadine, sia nazionali nazionali, al di là dei linguaggi musicali. C’è il Teatro Comunale di Bologna, ci sono rock club come il Locomotiv e L’Estragon, gli studi di registrazione Fonoprint (dove è nata la canzone d’autore nazionale) e etichette come Garrincha Dischi (Lo Stato Sociale e tanti altri) e Woodworm, che ha portato al successo La Rappresentante di Lista e i Fast Animals and Slow Kids, un estival di respiro internazionale come Ravenna Festival e agenzie di management come BPM, che lavora con i Pinguini Tattici Nucleari. Tutte danno la possibilità agli studenti di completare il master con un periodo di stage che spesso si trasforma in una prima collaborazione professionale.

Pierfrancesco Pacoda

© Riproduzione riservata

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