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24 gen 2022

Il petrolio non cede e punta ai 100 dollari al barile

24 gen 2022
UNA CORSA SENZA FRENI Le quotazioni del greggio ormai sfiorano i 90 dollari e puntano decisi verso il traguardo dei 100 dollari. Per Goldman Sachs ci si potrebbe arrivare nel terzo trimestre. A sinistra, il segretario generale dell’Opec, Mohammad Sanusi Barkindo e, sotto, il direttore esecutivo della Iea, Fatih Birol
Le quotazioni del greggio ormai sfiorano i 90 dollari
UNA CORSA SENZA FRENI Le quotazioni del greggio ormai sfiorano i 90 dollari e puntano decisi verso il traguardo dei 100 dollari. Per Goldman Sachs ci si potrebbe arrivare nel terzo trimestre. A sinistra, il segretario generale dell’Opec, Mohammad Sanusi Barkindo e, sotto, il direttore esecutivo della Iea, Fatih Birol
Le quotazioni del greggio ormai sfiorano i 90 dollari

IL MONDO tenta di emanciparsi dalla dittatura del petrolio con la mobilità elettrica e le rinnovabili, ma ancora non ci siamo. Dopo anni di ribassi, la ripresa economica post-pandemica attizza le quotazioni del barile, che ormai sfiorano i 90 dollari e puntano decisi verso il traguardo dei 100 dollari. Per Goldman Sachs ci si potrebbe arrivare nel terzo trimestre, mentre JP Morgan ritiene possibili impennate fino a 125 dollari al barile nel corso di quest’anno e addirittura 150 dollari il prossimo. Ci sono diverse cause che concorrono alla tempesta perfetta. Da un lato le tensioni geopolitiche restano elevate, in particolare in Europa, dove i prezzi del gas hanno toccato livelli stratosferici a causa dell’elevata domanda, dello stoccaggio carente e delle scarse forniture dalla Russia, i timori per la possibile invasione di Mosca dell’Ucraina aggravano la preoccupazione sui mercati energetici. A sostenere i prezzi del petrolio, poi ci sono i fondamentali di mercato. La domanda petrolifera non ha sofferto come si prevedeva con la variante Omicron del Covid. E la produzione di greggio, nonostante i prezzi elevati, fatica ad espandersi così rapidamente. Negli Usa gli operatori dello shale oil si sono rimessi in moto, ma sono ancora lontani dai risultati di un tempo. E nell’Opec+, il cartello dei Paesi dell’Opec più la Russia, ci sono difficoltà sempre più evidenti: la maggior parte dei Paesi membri non riesce ad aprire i rubinetti secondo i piani, tanto che a dicembre la coalizione ha estratto ben 650mila barili al giorno in meno rispetto alle quote concordate, stima S&P Global Platts. L’Arabia Saudita e gli Emirati arabi sono forse gli unici in grado di incrementare davvero la produzione. Ma Riad per ora non sembra orientata a fughe in solitaria. "Abbiamo un accordo nell’Opec+, devo rispettare i miei colleghi e amici", ha dichiarato il principe Abdulaziz bin ...

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