21 mar 2022

"Il gelato fatto in casa? Con TooA vogliamo fare la rivoluzione"

SI SCRIVE TOOA, ma si legge "Tua". E tutt’ora, sul mercato, non esistono piccoli elettrodomestici capaci di sostituire ciò che questa macchina è in grado di fare: mantecare, in soli tre minuti, un gelato monoporzione direttamente a casa propria, emulando l’operazione di una macchinetta del caffè. In questo caso però, le capsule vengono sostituite da brick di gusti diversi – tutti naturali e italiani – con l’obiettivo di realizzare un prodotto sì fresco, ma soprattutto unico. Così TooA si presenta al grande pubblico come una macchina rivoluzionaria: la "T", infatti, richiama la tecnologia, mentre la "A" l’artigianalità. Le due "O" al centro? Ovviamente, le palline del gelato. "Quando abbiamo coniato il nome abbiamo cercato di mantenere l’italianità che rappresenta il progetto – spiega Giulio Zuccoli, amministratore delegato di TooA – ma, allo stesso tempo, un termine facilmente leggibile anche all’estero. Ragioniamo, infatti, anche su scala internazionale".

Come si è sviluppata l’idea?

"Tutto è nato da un piacevole incontro con Maria Paola Merloni e Aldo Uva, nel 2019. L’intenzione era quella di realizzare un progetto basato sul concetto della Nespresso con il caffè, creando un foodtech concept che ritornasse alle origini della dottoressa Merloni – facendo leva sul distretto e sul know how di Fabriano nel mondo degli elettrodomestici - coniugandolo poi con la vasta esperienza del dottor Uva e la mia freschezza giovanile, di cui oggi tutte le startup hanno certamente bisogno".

E quali sono, invece, i vostri obiettivi?

"Rivoluzionare il concetto del gelato. E soprattutto destagionalizzarlo, dando l’occasione ai consumatori di produrre un gelato come e quando vogliono all’interno della propria casa. Una delle nostre stelle polari è l’innovazione, sia per ciò che concerne l’elettrodomestico in quanto tale, sia per ciò che riguarda l’ingredientistica. L’altra, invece, è la sostenibilità…".

In che modo?

"Ogni progetto, a mio avviso, deve avere un fattore distruttivo all’interno della categoria in cui opera. Con la nostra idea abbiamo capito che avremmo portato una forte innovazione in questo senso. Come? Essendo stoccato a temperatura ambiente, il nostro prodotto uccide completamente la catena del freddo e non ha bisogno di essere trasportato. A livello di costi e di sostenibilità ambientale è già una vera rivoluzione: realizziamo il 40% in meno delle emissioni di Co2 rispetto al percorso dei gelati confezionati".

Quali sono gli aspetti prettamente italiani di TooA?

"Il nostro prodotto e la nostra azienda sono italiani a 360 gradi. Questo perché la macchina viene prodotta in Italia, a Fabriano, ed anche l’accattivante design è frutto di un’azienda del nostro Paese. Così come gli ingredienti dei nostri prodotti: tutti naturali e tutti italiani. Un vero e proprio made in Italy".

Punterete all’estero?

"Assolutamente sì. Abbiamo fatto una prova in Lussemburgo, per testare l’appetibilità da parte di un cluster di consumatori esteri. Abbiamo scelto questa meta perché si tratta di un Paese piccolo, ma internazionale, dove lavorano principalmente francesi, belgi e tedeschi. In questo modo abbiamo potuto ricevere delle linee guida per individuare quali fossero le prime nazioni su cui indirizzarci: contiamo di entrare nel mercato francese, tedesco e del Benelux tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo".

Che riscontro potrà ottenere TooA fuori dall’Italia?

"I vari test di mercato effettuati in Italia e all’estero hanno sottolineato come l’appetibilità del nostro prodotto sembra essere ancora più elevata fuori dal nostro Paese. Questo perché in tutta Europa ci sono all’incirca 65.000 gelaterie e più di 30.000 si trovano nella nostra penisola: cambiare il concetto e la tradizione del gelato in Italia è molto più difficile che farlo all’estero. In altre parole, è come se noi fossimo promotori dell’eccellenza italiana e per questo motivo era coerente partire da qui. Quando si esporta un prodotto italiano, quale il gelato, bisogna cominciare a venderlo e presentarlo nel territorio in cui questo nasce: successivamente, si punta anche all’estero".

Quanti pezzi sono stati venduti?

"Siamo partiti a dicembre con le vendite, mentre ora siamo entrati anche nella grande distribuzione. Inoltre, abbiamo aperto il nostro primo negozio monomarca a Milano e il nostro canale e-commerce proprietario, ed adesso siamo entrati in tutti i negozi Mediaworld in Italia – dunque in più di duecento punti vendita in Italia – alla Rinascente di Milano, Roma e Torino, nei negozi Smeg e in Amazon. Abbiamo dunque ampliato la nostra vendita, attraverso canali di alto livello, arrivando a vendere già duemila macchine e prospettando di arrivare a diecimila entro la fine dell’anno".

E in futuro, che cosa vi aspetta?

"TooA è il primo passo, è la macchina 1.0. È da qui che intendiamo, poi, guardare al futuro per proporre diverse novità. Abbiamo già in programma di entrare in tipologie non solo per la casa ma anche per gli alberghi, i grandi uffici, i bar di nicchia e di un certo livello. Stiamo valutando e analizzando il mercato potenziale, per poi proporre tante nuove idee…".

 

 

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