11 apr 2022

La sfida del gas. Chicco Testa: "Liberi da Mosca in 5 anni. Ma quanto tempo perso"

Il manager esperto di energia invoca una strategia europea per chiudere il rubinetto di Putin. "L’Italia poteva diventare l’hub meridionale del gas, Emiliano e il M5s si opposero"

antonio delprete
Economia
Una manifestazione contro il gasdotto Trans-Adriatico, il cosiddetto Tap
Una manifestazione contro il gasdotto Trans-Adriatico, il cosiddetto Tap

"All’Italia serviranno cinque anni per diventare indipendente dal gas russo". Il traguardo, dunque, non è dietro l’angolo, secondo Chicco Testa, manager esperto di energia. Che lamenta: "Quanto tempo perso". Putin sfida la Ue sul gas russo. Le mosse dell'Italia e perché il prezzo è crollato Testa, importiamo il 40% del nostro fabbisogno da Mosca: vincolarci in questo modo a un solo Paese non è sbagliato a prescindere? "Col senno di poi è facile dirlo. La Russia appariva un partner affidabile. Però, siamo venuti meno a uno dei precetti della politica energetica nazionale dalla crisi del 1973 in poi: diversificazione dei combustibili e dei Paesi di importazione". Draghi è volato in Algeria per potenziare il flusso del Transmed. Quanto nuovo gas possiamo importare sfruttando i gasdotti in funzione? "Alcuni miliardi di metri cubi con il Tap e circa dieci dall’Algeria. Ma il problema è un altro: l’Algeria, questi 10 miliardi di metri cubi, non li ha. Servono investimenti per estrarlo e non so bene quanto tempo ci vorrà". Quali sono, invece, i tempi per aumentare l’import via Tap? "Due-tre miliardi di metri cubi si possono ottenere subito. Per il raddoppio del gasdotto, invece, servono tre o quattro anni. Se ripenso a quel progetto...". Quale? "Si parlava di fare dell’Italia l’hub meridionale del gas, ma i 5 Stelle e il governatore della Puglia, Emiliano, si misero di traverso. Quanto tempo perso. Gli stessi si opposero anche ai rigassificatori". A proposito, il gas liquido Usa è un’alternativa praticabile? "Sì. Il problema semmai è l’insufficiente capacità dei rigassificatori esistenti. Ne servono degli altri per riuscire a sfruttare i 10 miliardi di metri cubi che potrebbero arrivare dall’America". È un gas più caro di quello russo. Vale la pena rinunciare a condizioni convenienti per motivi geopolitici? "Assolutamente sì. Non possiamo dare (a livello europeo, ndr ) ...

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