Lunedì 15 Aprile 2024

I mercati scommettono sui titoli di Stato europei

PIACCIONO AI PICCOLI risparmiatori ma anche a qualche grande investitore. Sembra essere un momento favorevole per i titoli di Stato...

I mercati scommettono sui titoli di Stato europei

I mercati scommettono sui titoli di Stato europei

PIACCIONO AI PICCOLI risparmiatori ma anche a qualche grande investitore. Sembra essere un momento favorevole per i titoli di Stato italiani, dopo la emissione del Btp Valore, il Buono del Tesoro destinato soltanto alle famiglie e ai privati, che la scorsa settimana ha fatto il pieno di richieste. Tra chi guarda di buon occhio i bond governativi europei, in particolare quelli italiani e dei cosiddetti paesi ‘periferici’, c’è anche Mauro Valle, responsabile del reddito fisso di una grande casa di gestione del risparmio come Generali Asset Management, che ha di recente pubblicato un commento con toni ottimistici. "Con l’inflazione che dovrebbe continuare la sua tendenza al ribasso e le banche centrali potenzialmente orientate verso un atteggiamento più accomodante", sostiene Valle, riteniamo che il contesto sia maturo affinché i titoli di Stato europei possano generare rendimenti positivi nel 2024".

Per il gestore di Generali AM, il calo dell’inflazione che si registra nel Vecchio Continente è senza dubbio un dato positivo che dovrebbe spingere i banchieri centrali a tagliare i tassi di interesse. Con questa prospettiva all’orizzonte, appare dunque una scelta saggia mettere nel portafoglio oggi una buona dose di titoli di stato europei che offrono corposi rendimenti, più alti di quelli che offriranno nei prossimi mesi i bond di nuova emissione, dopo che la banca centrale avrà iniziato a tagliare il costo del denaro, probabilmente da giugno in poi. "Per questo continuiamo a considerare i bond periferici come un buon modo per massimizzare i rendimenti nel 2024", continua Valle, che mette in evidenza un dato significativo: il livello basso dello lo spread Btp/Bund (cioè il differenziale di rendimento tra i Buoni del Tesoro italiani con scadenza a 10 anni e i titoli di stato tedeschi di uguale durata). Nelle ultime settimane, lo spread Btp/Bund è arrivato attorno a 150 punti base (1,5%) mentre quello tra i titoli di stato spagnoli (Bonos) e tedeschi ha sfiorato addirittura i 90 punti base (0,9%), sempre nelle scadenze a 10 anni. Va ricordato che lo spread è una sorta di termometro del rischio: più alto è il differenziale di rendimento di un determinato Buono del Tesoro rispetto al Bund di uguale scadenza, più elevata è infatti la sfiducia del mercato verso il titolo stesso. In altre parole, se lo spread è alto vuol dire che gli investitori sono disposti ad acquistare quel titolo soltanto in cambio di interessi più elevati rispetto a quelli dei Bund, che sono invece considerati i bond governativi più affidabili in Europa, essendo emessi dal paese economicamente più forte nel continente.

Vista la fase favorevole ai Buoni del Tesoro dell’Europa periferica, per Valle gli spread potrebbero continuare a registrare un calo grazie a vari fattori, tra cui l’atteggiamento positivo delle agenzie di rating, una crescita del Pil superiore alle attese e le aspettative che i futuri debiti fiscali saranno limitati dal Patto di stabilità e crescita dell’Unione Europea. "Confermiamo quindi la nostra posizione positiva sulle obbligazioni periferiche", conclude Valle, "rispetto alle quali siamo sovrappesati rispetto al benchmark" (cioè rispetto all’indice di riferimento sulla base del quale vengono costruiti i portafogli d’investimento, ndr). Per il gestore di Generali AM, un altro modo per aumentare il rendimento ottenibile, e anche per diversificare adeguatamente il portafoglio, è investire in obbligazioni emesse da società private. "Con la crescita economica che oggi è probabilmente nella sua fase più debole", dice Valle, "nella seconda metà del 2024 si prevede una ripresa che dovrebbe favorire il credito europeo".

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