Mercoledì 12 Giugno 2024

Crediti in cambio di liquidità: l’anno record di Factorcoop

Crediti in  cambio  di liquidità:   l’anno record  di Factorcoop

Crediti in cambio di liquidità: l’anno record di Factorcoop

ANTICIPARE il credito per dare liquidità immediata alle imprese, così che possano gestire puntualmente i pagamenti ai fornitori e continuare l’attività senza dover attendere i pagamenti in ritardo dei clienti. É lo scopo del factoring, un contratto con il quale un’impresa cede a una società specializzata, o factor, i propri crediti esistenti o futuri, al fine di ottenere liquidità immediata nel breve termine e una serie di servizi correlati alla gestione del credito ceduto (ovvero la gestione, l’amministrazione, l’incasso e l’anticipazione dei crediti prima della loro scadenza). È utilizzato soprattutto dalle aziende che si avvalgono dei pagamenti dilazionati con i propri clienti, ma anche dalle Pmi che lavorano con la pubblica amministrazione e che spesso devono conciliare le tempistiche dei pagamenti con le esigenze dei propri fornitori.

Il factoring è regolamentato dalla legge 52 del 1991 relativa all’acquisto dei crediti di impresa, che contiene al suo interno un apposito albo delle società che praticano la cessione dei crediti di impresa. In particolare il factoring trova applicazione in presenza di tre condizioni fondamentali: quando il cedente è un imprenditore; quando i crediti ceduti derivano da contratti stipulati dal cedente nell’esercizio dell’impresa; quando il factor o cessionario è una banca o un intermediario finanziario, ovvero una società o ente iscritto in un albo tenuto dalla Banca d’Italia, come disciplinato dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. Senza la presenza di questi requisiti si parla di cessione del credito e non più di factoring.

Factorcoop – la società di factoring del sistema Coop – è il primo operatore italiano privato del settore non appartenente a un gruppo bancario. Il primato emerge dall’analisi dei dati Assifact (Associazione Italiana per il Factoring) relativa al 2022, che vede Factorcoop intermediare oltre 2 miliardi di crediti. I conti dell’ultimo bilancio – approvato dall’assemblea il 27 aprile scorso che ha anche confermato il cda e il presidente Liborio Rosafio – certificano l’ottimo stato di salute della società, frutto dell’allargamento del perimetro di operatività e di costi sempre più sotto controllo, che ha portato a un utile distribuito alle Coop socie in deciso aumento, con una redditività del capitale che si colloca intorno al 8,4%. Nel corso dell’anno, infatti, i crediti intermediati factoring hanno raggiunto quota 2,02 miliardi (+27,8% sul 2021), il margine di intermediazione (pari a 8 milioni) è risultato in aumento del 23% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile netto si è attestato a quota 1,8 milioni, in crescita del 32% rispetto al precedente esercizio, dopo aver spesato oneri fiscali per 962mila euro.

A questi dati va aggiunto il valore creato dal servizio di pagamento delle utenze alle casse dei punti vendita Coop. Factorcoop, dal luglio 2011, è anche Istituto di Pagamento vigilato da Bankitalia e può prestare attività di finanziamento sotto qualsiasi forma nei confronti del pubblico. Dal 2019 aderisce al nodo PagoPA, permettendo a soci e clienti delle Cooperative di consumatori di pagare qualsiasi bollettino emesso da enti pubblici e società di interesse pubblico che hanno aderito al nodo PagoPA. Nel 2022 sono state processate più di 3,5 milioni di bollette per oltre 359 milioni di transato, con un risultato positivo di oltre 91mila euro.

"I risultati – sottolinea l’amministratore delegato Marco Fossi (nella foto in basso) – sono stati raggiunti aumentando l’esposizione al rischio, in un contesto macroeconomico di crescente incertezza che ha attraversato a intermittenza tutto l’ultimo triennio. Ciononostante è aumentata la qualità del credito in portafoglio, l’attenzione alle procedure e alla programmazione strategica e la cultura del controllo, come emerso anche dall’esito dell’ultima ispezione della Banca d’Italia. Un’azione che sta proseguendo anche nell’anno in corso, in cui prevediamo risultati di consolidamento".

Nel primo trimestre 2023, la società ha infatti registrato il +6% del turnover rispetto al 2022. Il presidente Rosafio evidenzia come "il costante impegno profuso dagli amministratori nella realizzazione del nuovo Piano Strategico triennale (2023-2025) e la crescita professionale del management, con l’inserimento di nuove competenze, hanno contribuito fattivamente allo sviluppo del business, consentendo al contempo l’efficientamento dei costi crescenti tipici di una società vigilata (rapporto costiricavi al 56% nel 2022). Il portafoglio crediti è quasi raddoppiato, sia il turnover nei confronti dei debitori ceduti Coop e sia quello nei confronti di quelli Extra-Coop. La complessità operativa dell’intermediario è accresciuta, sperimentando nuove attività che hanno consentito, ad esempio, l’accesso alle operazioni di ri-cessione – per la gestione dei rischi di concentrazione e liquidità – e l’innovativo strumento della cartolarizzazione dei crediti revolving per la gestione del rischio liquidità senza chiedere risorse aggiuntive ai soci".