Un punto di svolta per il dossier della rete unica dopo quasi un anno dalla firma dell’intesa tra Tim e Cdp. Dopo mesi di attesa Enel ha firmato i contratti definitivi relativi alla cessione dell’intera partecipazione detenuta in Open Fiber – pari al 50% del capitale della società – per un totale di 2,65 miliardi di euro. Il fondo australiano Macquarie ne riceverà il 40%, mentre il restante 10%...

Un punto di svolta per il dossier della rete unica dopo quasi un anno dalla firma dell’intesa tra Tim e Cdp. Dopo mesi di attesa Enel ha firmato i contratti definitivi relativi alla cessione dell’intera partecipazione detenuta in Open Fiber – pari al 50% del capitale della società – per un totale di 2,65 miliardi di euro. Il fondo australiano Macquarie ne riceverà il 40%, mentre il restante 10% sarà ceduto a Cdp che così deterrà la maggioranza della società chiamata a realizzare la rete a banda ultralarga in fibra ottica in tutta Italia. Enel e Cdp Equity erano infatti socie paritetiche di Open Fiber.

In particolare, il contratto relativo alla cessione a Macquarie Asset Management del 40% del capitale di Open Fiber prevede un corrispettivo di 2,12 miliardi di euro, incrementato a un tasso pari al 9% annuo calcolato a decorrere dal 1 luglio 2021 e fino al closing dell’operazione.

Il contratto relativo alla cessione a Cdp Equity del 10% del capitale di Open Fiber, invece, prevede un corrispettivo di 530 milioni di euro. Entrambi i contratti prevedono inoltre il riconoscimento in favore di Enel degli earn-out, legati a eventi futuri ed incerti. Il perfezionamento dell’operazione è previsto nel quarto trimestre del 2021, subordinatamente al soddisfacimento delle consuete condizioni sospensive, tra cui l’ottenimento di tutte le necessarie autorizzazioni, da parte delle banche creditrici di Open Fiber e, per via della cessione all’australiana Macquarie, da parte della presidenza del Consiglio e dell’Antitrust europeo.

Dopo diversi stop and go accelera nuovamente il progetto della rete unica con un quadro che a questo punto dovrebbe favorire l’integrazione tra Open Fiber e FiberCop, la società in cui confluiranno la rete secondaria in rame di Tim e la fibra di FlashFiber, joint venture di Tim e Fastweb. FiberCop e Open Fiber dovranno poi unirsi con la realizzazione di AccessCo – la rete unica – di cui Tim, se fosse conferita solo la rete secondaria, non è detto deterrà la maggioranza.