Francoforte, 13 settembre 2018 -  "Purtroppo abbiamo visto che in Italia le parole hanno fatto alcuni danni alle famiglie e alle imprese. Quello che ora aspettiamo sono i fatti. E i fatti sono la legge di bilancio e la successiva discussione in Parlamento". Dopo il botta e risposta tra Moscovici e Di Maio, così il presidente della Bce Mario Draghi ha dichiarato nella conferenza stampa a Francoforte al termine della riunione di politica monetaria. Ai giornalisti, che gli chiedevano di riferire sulla situazione italiana, Draghi ha sottolineato che "è curioso che tutto questo non abbia creato spillover (un'impennata dei prezzi) negli altri Paesi europei, ma è rimasto un episodio piuttosto italiano". Tuttavia il presidente della Bce rimane fiducioso perché "sia il premier italiano, sia i ministri delle Finanze e degli Esteri hanno detto che l'Italia rispetterà le regole" europee sui conti pubblici.

Commentando le parole di Draghi, il vice premier Matteo Salvini ha detto: "Conto che gli Italiani in Europa facciano gli interessi dell'Italia come fanno tutti gli altri Paesi, aiutino e consiglino e non critichino e basta".

LA RIPRESA DELL'EUROZONA - Tornando a Draghi, il presidente della Bce ha ricordato come il debito sia ancora alto, anche se quello "privato è in realtà diminuito". La riduzione della leva finanziaria è stata "significativa" e i bilanci di famiglie, banche e imprese oggi "sono molto più forti". Cresce positivamente anche l'Eurozona, il cui Pil è cresciuto dello 0,4% nel secondo trimestre e nel primo, confermando la "solida e diffusa ripresa" dell'area europea. 

LE FONTI DI INCERTEZZA - Non solo dati positivi quelli enunciati dal presidente della Banca centrale europea. Secondo Draghi i temi fonte di "incertezza" sono 3: protezionismo, i cambiamenti generali nell'economia di alcuni Paesi emergenti e la volatilità dei mercati finanziari. Tuttavia "nell'eurozona non ci saranno contagi", rassicura Draghi. Al massimo, ci saranno "casi singoli di esposizioni alle crisi".

INVARIATI I TASSI DI INTERESSE - Il Consiglio direttivo della Bce ha poi deciso di lasciare invariati i tassi di interesse. "Continuiamo ad aspettarci che si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno nell'orizzonte dell'estate del 2019 - spiega Draghi - comunque finché servirà per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine". 

Salvini sulla copertina di Time: "È il nuovo volto dell'Europa"