Coronavirus, operai al lavoro (ImagoE)
Coronavirus, operai al lavoro (ImagoE)

Roma, 11 maggio 2020 - Sono aumentati di giorno in giorno i bonus, i contributi e i sussidi del decreto ’aprile’ diventato decreto ’rilancio' (qui il Pdf). E così nella sua ultima bozza (delle ore 0.30 dell’altra notte) si è arrivati a un maxi provvedimento da 258 articoli che contiene interventi e misure a raffica dalla sanità al lavoro, dal welfare al risparmio, fino al rinvio delle scadenze fiscali e contributive.

Una maxi manovra da più di 55 miliardi per finanziare i capitoli sanità, ammortizzatori sociali e sostegno alle imprese, che fino a ieri sera è stata al centro dell’ennesimo braccio di ferro nel governo (principalmente sul taglio dell’Irap), con il premier Giuseppe Conte a tentare di chiudere la partita per portare il pacchetto al Cdm oggi stesso. Anche se non si esclude un rinvio ai prossimi giorni. Grillini e renziani si sono lamentati del poco tempo a disposizione per l’esame della mole di norme.

Ma è sul merito che i conti non tornano: dagli incentivi per chi acquista piccole banche decotte – che non piace ai 5 Stelle – alle norme su imprese e famiglie, sulle quali punta i piedi Italia Viva. I renziani hanno chiesto, ad esempio, anche l’eliminazione dell’Irap, perlomeno parziale, con un impegno aggiuntivo da parte dell’esecutivo: una linea sostenuta dai nuovi vertici di Confindustria. La risposta la dà in tarda serata proprio il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri: "Per dare un maggiore aiuto alle imprese abbiamo deciso di abbonare il saldo e l’acconto dell’Irap di giugno". Gualtieri ha anche confermato la volontà di aiutare i ristoratori a mettere i tavolini all’aperto "esentandoli dalla Tosap (la tassa sull’occupazione del suolo pubblico, ndr ) e mettendo procedure più semplici".

Ma gli ostacoli non sono finiti. Sulla regolarizzazione temporanea degli stagionali c’è il placet di Conte ma manca la definizione della norma perché i grillini fanno resistenza. Mentre su molti altri interventi (tra cui l’ecobonus) manca il parere della Ragioneria sulle coperture.

In linea di massima, però, appaiono confermati i grandi capitoli dell’operazione: dagli aiuti alle imprese a fondo perduto tra mille e 5mila euro, con interventi più complessi per le imprese più grandi, al reddito di emergenza (anche in questo caso non tutto è pacifico), fino alla molteplicità di bonus: dal turismo alle biciclette, alle baby sitter.

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