Stop anche alla seconda rata dell’Imu per le strutture ricettive (alberghi, agriturismi, campeggi, b&b) e per gli stabilimenti balneari. E a dicembre non saranno chiamati alla cassa neanche fiere, cinema e teatri, che saranno esentati inoltre per tutto il 2021 e il 2022. Con esonero, ma questa volta fino a fine anno corrente, dal pagamento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico per i tavolini all’aperto. È, insieme con la proroga della moratoria sui mutui delle micro, piccole e medie imprese (per circa 300 miliardi di euro) dal 30 settembre al 31 gennaio 2021, una delle ultime, rilevanti, novità del pacchetto a favore delle attività...

Stop anche alla seconda rata dell’Imu per le strutture ricettive (alberghi, agriturismi, campeggi, b&b) e per gli stabilimenti balneari. E a dicembre non saranno chiamati alla cassa neanche fiere, cinema e teatri, che saranno esentati inoltre per tutto il 2021 e il 2022. Con esonero, ma questa volta fino a fine anno corrente, dal pagamento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico per i tavolini all’aperto. È, insieme con la proroga della moratoria sui mutui delle micro, piccole e medie imprese (per circa 300 miliardi di euro) dal 30 settembre al 31 gennaio 2021, una delle ultime, rilevanti, novità del pacchetto a favore delle attività imprenditoriali del decreto legge "agosto" in gestazione in queste ore.

E se le banche, tramite l’Abi, chiede una proroga di almeno 12 mesi, "perché le aziende, dalla grande e media impresa al bar all’angolo non hanno ancora rivisto tornare i livelli pre-crisi e le famiglie sono indebitate", a sera, scatta l’allarme dei Comuni per il mancato trasferimento delle risorse attese dai sindaci. "Manca parte delle risorse promesse dal premier – accusa Antonio Decaro, presidente Anci – A cominciare da quelle necessarie a coprire la tassa sui rifiuti che non intendiamo riscuotere per i mesi in cui le aziende sono state chiuse".

L’attesa delle imprese della ristorazione, dei bar e delle altre strutture ricettive, ma anche dei negozi di abbigliamento, mobili, casa, elettrodomestici, è però tutta per l’operazione sostegno ai consumi con sconti-rimborsi dal 10 al 20% sulle spese dei clienti: sempre con pagamenti elettronici. I dettagli del meccanismo, come anche l’ambito di applicazione, sono al centro delle riunioni di governo e maggioranza: da un lato la soluzione del duo grillino Castelli-Buffagni per un rimborso, sul conto corrente o via app dedicata, del 20% di quanto speso entro un tetto intorno ai 2-3mila euro, dall’altro il progetto della sottosegretaria del Pd, Alessia Morani, per uno sconto immediato alla cassa con lo Stato che risarcisce i commercianti. Allo stesso filone di sostegno alla domanda si iscrivono anche altre tre misure previste dal decreto: un contributo a fondo perduto, da circa 5mila euro in media, voluto dal Ministro Teresa Bellanova, da destinare ai 180mila ristoratori che offrono nelle loro tavole prodotti alimentari made in Italy; la proposta del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, di incentivare con un contributo a fondo perduto gli esercizi commerciali nei centri storici, con un fatturato a giugno crollato del 50% sul 2019; altri 500 milioni per aumentare gli incentivi alla rottamazione, con focus sui veicoli commerciali.

Sul fronte fiscale, ancora, vanno segnalati: il rinvio al 15 ottobre delle oltre 6,7 milioni di cartelle esattoriali in arrivo dal prossimo primo settembre; il rinvio al 2021 e al 2022 del 50% delle tasse sospese durante i tre mesi di lockdown, con possibilità di ampia rateizzazione, e la proroga a fine anno del versamento di Tosap e Cosap. A completare il puzzle degli interventi, anche il bonus da 1.000 euro per maggio destinato ai professionisti iscritti alle Casse private e il riconoscimento anche ai lavoratori autonomi dell’indennità di 600 euro in caso di quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria.