Una manifestazione dei lavoratori Alitalia all’aeroporto di Linate
Una manifestazione dei lavoratori Alitalia all’aeroporto di Linate
Gli undicimila dipendenti di Alitalia senza stipendio e quelli di Air France che beneficeranno dell’ormai vicino accordo tra il governo di Parigi e Bruxelles per un nuovo aiuto pubblico. Sulle compagnie aeree, duramente colpite dalla pandemia, l’Europa starebbe usando due pesi e due misure. E’ l’allarme lanciato dai sindacati, che questa mattina faranno un presidio davanti al Mise e domani incontreranno i commissari di Alitalia. "Diciamo no a una compagnia...

Gli undicimila dipendenti di Alitalia senza stipendio e quelli di Air France che beneficeranno dell’ormai vicino accordo tra il governo di Parigi e Bruxelles per un nuovo aiuto pubblico. Sulle compagnie aeree, duramente colpite dalla pandemia, l’Europa starebbe usando due pesi e due misure. E’ l’allarme lanciato dai sindacati, che questa mattina faranno un presidio davanti al Mise e domani incontreranno i commissari di Alitalia. "Diciamo no a una compagnia di bandiera bonsai e ai ricatti delle lobbies europee. Chiediamo un vero rilancio di Alitalia" avvertono i sindacati ai quali in serata il Mise ha replicato che il loro interlocutore è il Mef. "Dispiace vedere come alcuni sindacalisti strumentalizzino vicende e sofferenze personali" spiega una nota in cui il Mise sottolinea anche che "il governo sta tutelando al massimo gli interessi del Paese". Il mancato pagamento degli stipendi ha surriscaldato il clima attorno alla nuova compagnia (affidata a Ita, società del Mef) che avrebbe dovuto prendere in carico – con 3 miliardi di dote pubblica – le ceneri dell’Alitalia in amministrazione straordinaria per poi partire tra aprile e maggio. Secondo il piano avrebbe dovuto decollare con 53 aerei e un minimo di circa 5500 dipendenti.

Ma Bruxelles chiede una "discontinuità": una compagnia ancora più piccola (45 aerei), meno dipendenti e l’esclusione dell’handling aeroportuale (3mila addetti). E nei giorni scorsi la commissaria Ue Margrethe Vestager ha ritenuto corretti i ristori Covid per 25 milioni, rispetto ai 55 prospettati dal ministro Giorgetti (Mise), perché Alitalia era già in crisi pre-pandemia.

Il ministro dell’Economia francese Bruno le Maire, però, ha spiegato che Parigi e Bruxelles sono vicine a un accordo sul salvataggio di Air France, che nel 2020 avrebbe perso 7,1 miliardi e già ricevuto 10,4 miliardi in prestiti e garanzie da parte di Francia e Olanda. Un’intesa che ridurrebbe anche il numero di slot da cedere nell’hub parigino.

Contro la Ue ha alzato il dito anche il dg di Alitalia Giancarlo Zeni, secondo il quale i ristori concessi sono la metà dei 550 milioni di danni e tra i più bassi d’Europa: 9 euro per posto contro 88. Zeni ha anticipato che nel "drammatico" 2020 Alitalia ha perso 2,040 miliardi di ricavi, tagliato costi per 2,020 e perso 20 milioni di risultato operativo.