7 mag 2022

Zelensky apre su Crimea e Donbass "Per la pace pronti al compromesso"

Il presidente ucraino chiede un ritiro dei russi ai confini di prima della guerra

Il ritorno allo status quo “pre 23 febbraio“ (con la Crimea alla Russia e una parte del Donbass in mano ai separatisti) in cambio della pace. È la prima volta che il presidente Volodymyr Zelensky (nella foto) ammette la possibilità di cedere ai russi una parte del proprio territorio in cambio della fine delle ostilità. "Un accordo di pace sarebbe possibile – ha detto il numero uno di Kiev in collegamento con gli analisti britannici di Chathan House – se Mosca si ritirasse sulle posizioni del 23 febbraio", ossia quelle precedenti all’invasione.

Tradotto: un compromesso per un cessate il fuoco definitivo potrebbe prevedere il riconoscimento definitivo dell’annessione russa della Crimea e della parte di Donbass già occupata di filorussi. "Non tutti i rapporti diplomatici con la Russia – ha aggiunto – sono stati interrotti, ma se i negoziati di pace devono avere successo Mosca deve ritirarsi dai territori invasi dopo il 23 febbraio scorso".

È un cambiamento radicale per il presidente Zelensky, che fin qui aveva sempre ribadito l’integrità territoriale dell’Ucraina e che potrebbe scontrarsi con i falchi del suo governo e con una parte della società civile che non vuole cedere nulla al Cremlino.

"Oggi – ha detto il capo dell’ufficio di presidenza ucraina Andriy Yermak– l’obiettivo prioritario è porre fine alla guerra e che le truppe russe si ritirino almeno dai confini del 23 febbraio. Lugansk, Donetsk e Crimea sono le questioni chiave, che devono essere oggetto di colloqui tra i due presidenti. Il presidente dell’Ucraina è pronto a sedersi e parlare".

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