6 apr 2022

Via le spie che vengono dal freddo L’Italia caccia 30 diplomatici russi

Il ministro degli esteri Di Maio: necessario per la sicurezza nazionale. Protesta Mosca. E la Lega si smarca

alessandro farruggia
Cronaca
Corpi di civili bruciati vengono messi nei sacchi nella città di Bucha, riconquistata dall’esercito ucraino
Corpi di civili bruciati vengono messi nei sacchi nella città di Bucha, riconquistata dall’esercito ucraino
Corpi di civili bruciati vengono messi nei sacchi nella città di Bucha, riconquistata dall’esercito ucraino

di Alessandro Farruggia Che Mosca usi le ambasciate come copertura per la maggior parte dei propri agenti segreti all’estero è storia antica. Dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina i paesi occidentali hanno finora espulso 334 diplomatici russi. Ieri è toccato a 19 diplomatici presso l’Ue e a 30 diplomatici – tra i quali non ci sono l’ambasciatore Razov e il suo vice – accreditatati all’ambasciata russa in Italia: tutti nomi noti alla nostra intelligence e formalmente impegnati nei settori amministrativo, commerciale e della difesa. "Questa misura, assunta con altri partner europei e atlantici – ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio – si è resa necessaria per ragioni legate alla nostra sicurezza nazionale". "Nella nota verbale parlate di attività che minacciano la sicurezza nazionale italiana, ma dove sono le prove di tali azioni?" ha protestato Sergey Razov con il segretario generale della Farnesina Ettore Sequi che gli comunicava che 30 russi (su 61 accreditati) erano stati dichiarati ‘persona non grata’. Ma ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco, entro 72 ore i suoi 30 diplomatici e le loro famiglie dovranno lasciare il paese (e la Russia, come da prassi, farà lo stesso con diplomatici italiani in Russia). Da notare che la Lega ha preso le distanze dalla decisione della Farnesina: "La pace – dicono fonti Lega – non si raggiunge con gesti estremi come le espulsioni ma con la trattativa e il dialogo". "Non entro nel merito delle espulsioni – ha commentato lo stesso Matteo Salvini – ma per le guerre serve la diplomazia, il buon senso". Nelle ambasciate russe operano due diversi tipi di agenti segreti, che hanno strutture di comando ben distinte. Da un lato gli uomini del Gru (Direzione Principale dell’Intelligence), l’intelligence militare, più focalizzati sulla Difesa e gli Esteri. Gli agenti del Gru a ...

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