È Venezia a guidare le città d’arte italiane nella riconquista della libertà, dopo 17 mesi di chiusure Covid. Il Veneto entra in area bianca, e il capoluogo sulla laguna, con i musei, i caffè di piazza San Marco, le sue bellezze, riapre le porte a turisti. Delle misure anti-contagio restano le mascherine, il distanziamento,...

È Venezia a guidare le città d’arte italiane nella riconquista della libertà, dopo 17 mesi di chiusure Covid. Il Veneto entra in area bianca, e il capoluogo sulla laguna, con i musei, i caffè di piazza San Marco, le sue bellezze, riapre le porte a turisti. Delle misure anti-contagio restano le mascherine, il distanziamento, il limite dei 6 posti nei tavoli al chiuso. Ma ristoranti, bar e ‘cicchetterie’ non dovranno più rispettare il coprifuoco. La prima grande nave da crociera, la Msc Orchestra, partita sabato dalla Marittima – col solito corollario di polemiche – è sembrata dare il via alla nuova stagione. Ha riaperto anche il Casinò municipale e i vaporetti sono tornati a viaggiare all’80% di capienza (non più al 50%), cosa che dovrebbe limitare i disagi dei passeggeri, con momenti di caos, registrati di recente.

"Dopo tanti mesi in cui la città era avvolta da un silenzio irreale, ora stiamo ripartendo. Ci abbiamo sempre creduto" dice il sindaco Luigi Brugnaro. "Vedere la riapertura dei musei, dei teatri, la ripresa del porto crocieristico, ci riempie di gioia – aggiunge –. È la Venezia che vive e crea lavoro, vetrina per l’Italia".

Ieri la città si presentava tutt’altro che affollata: i turisti del fine settimana sono ripartiti, e davanti ai Musei Civici, da Palazzo Ducale al Correr, non c’erano code. La città libera, in sostanza, se la sono goduta i veneziani. Ma in serata è iniziata la vera ’festa’ per la normalità, nei locali sulla popolare Riva di Cannaregio, o nel Mercato di Rialto, così come nelle piazze della movida nei centri storici di Padova e di Verona, dove sono stati rafforzati i sistemi di sicurezza